Parcheggio, conto da 8,5 milioni alla Asl

L’associazione d’impresa che ha realizzato la struttura davanti all’ospedale Mazzini deposita un decreto ingiuntivo
TERAMO. L’aria di burrasca si avvertiva già da tempo. E alla fine la “Parking piazzale Italia” ha rotto gli indugi e ha depositato un decreto ingiuntivo da 8 milioni e mezzo di euro nei confronti della Asl.
Il lungo tira e molla sulle sorti del megaparcheggio davanti all’ospedale Mazzini si concluderà dunque in un’aula di tribunale. L’Ati (associazione temporanea d’impresa) ha deciso di procedere a chiedere il pagamento delle spese sostenute per realizzare la struttura, che è ancora incompleta, dopo che la Asl ha chiesto alla “Parking piazzale Italia” il pagamento di una penale di un milione 150mila euro per non aver completato il megaparcheggio. La contromossa è stato il decreto ingiuntivo da 8 milioni e mezzo, cifra a cui si arriva con le spese – stimate da un Ctu del tribunale – da 8,7 milioni e i danni per non aver chiuso i parcheggi a raso calcolate in 1,4 milioni.
La Asl ovviamente si opporrà al decreto, ora la parola passa al giudice.
Il megaparcheggio da fine aprile è tornato nelle mani della Asl. La struttura da 500 posti per ora sarà gestita dai vigilanti dell’ospedale, ma la Asl ha già messo in moto la macchina per fare delle gare e assegnare la gestione. L’Ati ha deciso di restituire la struttura alla Asl dopo un anno e mezzo di estenuanti trattative. Non c’era accordo su questioni sostanziali, come il prezzo del biglietto da far pagare o anche la gestione di tutta una serie di strutture accessorie al parcheggio – realizzato solo a metà, per 500 posti auto – come la sala convegni o la foresteria.
Alla fine le posizioni erano talmente distanti e la situazione talmente ingarbugliata – nel 2013 l'allora manager Giustino Varrassi dichiarò risolto il rapporto con la società evidenziandone le inadempienze – che si è arrivati a trattare su un’uscita di scena dignitosa per la “Parking piazzale Italia”. Tanto che il 7 gennaio scorso il presidente dell’associazione temporanea d’impresa, Gianni Tanzi, si presentò nella struttura per restituirla nelle mani del direttore amministrativo della Asl Maurizio Di Giosia. Dopo qualche momento di tensione in una riunione privata le parti decisero che l’Ati avrebbe continuato a gestire la struttura, in attesa di arrivare a un accordo ragionevole per entrambi. Ma le trattative sono rimaste ferme, mentre l’Ati si lamentava di rimetterre intorno ai 35mila euro ogni mese di gestione.
In realtà è stato subito attrito sulle somme che la Asl deve liquidare alla controparte. L'Ati, forte della stima dei Ctu nominati dal tribunale secondo cui la struttura vale quasi 9 milioni, ha chiesto, nel corso delle trattative, almeno 8 milioni, mentre la Asl è stata sempre disposta a sborsarne solo tre. Infatti calcola vari danni e il fatto che sostanzialmente il project financing non le sarebbe dovuto costare un soldo, in cambio di una gestione trentennale da parte dell'Ati. Ora la Asl invece si ritrova sul groppone una struttura non ultimata, la cui cubatura nel corso degli anni è aumentata a dismisura. E’ composta da 7 piani che si sviluppano sulla costa della collina, non ultimati. Non sono state realizzate nè strutture come la sala convegni, la foresteria, uffici e negozi, nè l'altra metà del parcheggio. Per ultimare solo quest'ultimo sarà necessario un milione di euro, per tutta la struttura circa 6.
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