Parcheggio sotterraneo trasformato in discarica

Degrado nell’area inutilizzata da 15 anni, per ora il Comune non interverrà La struttura è stata inserita nel piano urbano della mobilità sostenibile
TERAMO. Buste di spazzatura, vecchi abiti, pezzi di mobili e persino la carcassa di un motorino. Il tutto fra accumuli di fogliame portati dal vento e chiazze di infiltrazioni e muffa. Uno spaccato di degrado e abbandono in una delle zone più trafficate e popolose della città: quella compresa fra via Po, via Fonte Regina e il quartiere della stazione. Qui c'è piazza Donatori di sangue nella cui “pancia” insiste un parcheggio sotterraneo che per qualche tempo ha svolto la sua funzione prima di finire, oltre 15 anni fa, inutilizzato e preda di abusi, vandalismi e sporcizia.
Il parcheggio, oltre che al centro di ripetute richieste di bonifica da parte dei cittadini preoccupati sia da un punto di vista sanitario che di pubblica sicurezza, è finito anche nel Pums. Il piano urbano di mobilità sostenibile lo inserisce fra quelle infrastrutture (come i multipiano San Francesco e San Gabriele) da sfruttare al massimo per migliorare le criticità del traffico e della sosta. Così recita il Pums: «Il parcheggio di piazza Donatori di sangue, che necessita di interventi importanti di rinnovo e messa in sicurezza degli spazi, presenta un potenziale ruolo strategico dal punto di vista della rigenerazione urbana dello spazio pubblico e della qualità urbana per questo ambito di città». La rimessa in funzione del parcheggio, stando alle indicazioni del piano di mobilità, favorirebbe la sosta di chi raggiunge quell'area consentendo di destinare gli stalli su strada della zona fra la stazione e via Po ai residenti.
Di recente a riaccendere i riflettori sullo stato di degrado del parcheggio è stato il consigliere comunale Luca Corona che, nell'ultimo question time, ha chiesto all'assessore Antonio Filipponi quali siano le intenzioni dell'amministrazione, se vi siano in agenda interventi di bonifica e recupero dello spazio per un eventuale ritorno alla fruibilità. La risposta è stata negativa. Almeno sul breve termine. «Abbiamo fatto dei sopralluoghi prendendo atto della condizione: abbiamo rilevato come l'investimento per sistemare il parcheggio non sia banale anche perché negli ultimi quindici anni le norme di sicurezza sono cambiate e sono molti gli adeguamenti da fare», ha spiegato Filipponi, «lo abbiamo perciò inserito nel Pums perché legati a quell'area cittadina ci sono una serie di percorsi di mobilità importanti: la nostra volontà è di dargli una vocazione specifica con l'approvazione del piano e avviare a quel punto il recupero del parcheggio. Non anticipare, cioè, lavori che potrebbero rivelarsi non compatibili con il piano nel suo complesso».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

