Parchi fluviali da curare: il Comune rilancia l’idea della gestione ai privati

Di Bonaventura: «Pochi giardinieri, vanno coinvolti i cittadini» Chi si occuperà delle aree potrà coprire le spese con iniziative e ristoro
TERAMO . I parchi fluviali in gestione ai privati. Torna d’attualità l’idea che a suo tempo fu dell’amministrazione guidata da Maurizio Brucchi per la manutenzione delle aree lungo le sponde di Vomano e Tordino. A rispolverarla è l’assessore all’ambiente Valdo Di Bonaventura, che nella passata consiliatura ha fatto della cura di aiuole e giardini uno dei suoi cavalli di battaglia. La versione del progetto che punta al coinvolgimento di associazioni e gruppi di cittadini nella pulizia di tratti dei parchi fluviali, con possibilità di attivare punti di ristoro e altre iniziative che garantiscano introiti destinati a coprire le spese, sarà in gran parte diversa rispetto al tentativo precedente fatto dalla giunta di centrodestra. In quel caso l’iniziativa in effetti non riscosse un particolare successo: fatta eccezione per un paio di progetti partiti e spirati nel giro di pochi mesi, l’offerta di affidamento delle aree fluviali divise per lotti rimase senza riscontri significativi.
cosa ci sarà nel piano
«Per la gestione erano richieste quote di compartecipazione economica troppo alte», spiega Di Bonaventura, «il nostro progetto prevederà cifre simboliche da versare per l’assegnazione degli spazi, in modo da renderli appetibili senza gravare troppo su chi sarà interessato a prendersene cura». L’amministrazione sarebbe pronta anche a sostenere i gestori fornendo piantine e fiori con cui abbellire le aree. Da rendere equilibrata è anche la suddivisione dei lotti da assegnare. Un altro problema che ha frenato la precedente iniziativa di privatizzazione è stata infatti la diversa versatilità delle zone, alcune delle quali si prestavano molto meno di altre ad attività che garantissero un minimo di ritorno economico. Su questo e su altri aspetti lavoreranno gli uffici nei prossimi mesi per mettere a punto un bando che per l’estate dell’anno prossimo potrebbe già dare i primi risultati.
gli interventi necessari
L’esigenza di coinvolgere associazioni e cittadini nasce anche dalle difficoltà del Comune nell’assicurare la manutenzione continuativa dei lungofiume e altri spazi verdi non di competenza della Team. «In servizio ci sono solo tre giardinieri che non riescono ad arrivare subito dappertutto», fa rilevare Di Bonaventura, «l’amministrazione è intenzionata a rafforzare anche questo settore del proprio organico, ma ci sono troppe variabili di cui tenere conto». Il maltempo che si è protratto fino ai primi di giugno ha ostacolato gli interventi, a detta dell’assessore, e i lavori a più riprese avviati nella zona di ponte San Gabriele hanno frenato la sistemazione della parte di parco compresa tra piazza Garibaldi e Scapriano. «Da qui partiremo per gli sfalci e la sistemazione della pista ciclopedonale, particolarmente dissestata nel tratto a ridosso di via Dati», fa notare Di Bonaventura, «coordinando gli interventi con l’assessore alle manutenzioni».
le iniziative avviate
Nel frattempo proseguono le iniziative già destinate alla riqualificazione dei lungofiume. A breve sarà affidata, tramite l’assessorato ai servizi sociali, la casetta ristrutturata nella zona di via Vecchio Mattatoio che ospiterà un punto di ristoro gestito da un’associazione impegnata con i disabili. La struttura da attivare nei pressi del ponte a catena diventerà invece un punto di riferimento per iniziative ambientaliste. Procedono, inoltre, i lavori da 600mila euro per migliorare gli accessi alle aree fluviali.
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