Parco Franchi, chiosco irregolare Bufera sull’assessore Guerrucci

La struttura non è amovibile e il Tar annulla l’autorizzazione. I 5 Stelle chiedono le dimissioni dell’esponente di giunta, progettista dell’opera. La replica: mi sono occupata solo dell’architettura
GIULIANOVA. Il Tar annulla il provvedimento che ha autorizzato la realizzazione del chiosco nel parco Franchi, accogliendo il ricorso presentato dalle famiglie confinanti. Il tribunale ha sentenziato che il basamento che funge da fondamenta della struttura è totalmente inamovibile, in contrasto con la normativa di riferimento dei chioschi collocati sui suoli pubblici. Ora per il proprietario, che avrebbe dovuto aprire mesi fa ma che non ha mai avuto la possibilità di inaugurare l'attività, si prospetta un lungo periodo di ricorsi per poter aprire. Per questo motivo, il Movimento 5 Stelle Giulianova, rappresentato da Margherita Trifoni, chiede la testa dell'assessore ai lavori pubblici Francesca Guerrucci, tecnico progettista del chiosco. «Il tribunale amministrativo», scrive Margherita Trifoni, «aggiunge che l'uso della piattaforma in conglomerato cementizio armato non risulta allegato agli elaborati progettuali e ai documenti del progetto stesso; a quanto pare si profilerebbe una grossolana omissione e negligenza da parte del progettista e del dirigente che ha rilasciato il permesso a costruire. La sentenza evidenzia che nella relazione tecnica al progetto del chiosco non sono state descritte le caratteristiche costruttive della pedana e della fondazioni, nonostante ciò fosse espressamente richiesto dal regolamento comunale. Ma chi è il tecnico progettista? Tal architetto Guerrucci, nominata assessore ai lavori pubblici nei primi mesi del 2106. Mi chiedo se l'approssimazione e la negligenza dimostrate dall'assessore Guerrucci meriterebbe quantomeno una riflessione sull'opportunità di mantenere la delega». Dura la replica dell'assessore Guerrucci che, nel difendersi dalle accuse, a sua volta punta il dito contro i 5 Stelle che «buttano in cattiva luce il lavoro delle persone oneste». «Non sono mai stata convocata da nessuno», spiega l'assessore, «ho fatto solo il mio lavoro, cioè il progetto architettonico, non ho competenze sulle strutture. È stato comunque tutto depositato al Genio civile. Inoltre, ho rinunciato all'incarico quando sono stata nominata assessore. A quanto mi risulta, inoltre, sono stati fatti degli accorgimenti alla base, per far si che la struttura, la stessa di tutti gli altri chioschi, fosse amovibile. In questo modo, però, si rischia di mettere a repentaglio l'esistenza di tutti gli altri chioschi». Anche il Cittadino governante di Franco Arboretti, che si era battuto per la non realizzazione del chiosco nel parco, si dice soddisfatto della sentenza: «Perché deve intervenire la magistratura a tutela dei beni comuni? Non dovrebbe essere compito della politica compiere in autonomia scelte di buongoverno?».
Margherita Totaro
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