Parco Savini, restano i rifiuti

11 Aprile 2017

Dopo la pulizia fatta dai rifugiati il Comune non ha tolto i sacchi del fogliame

ROSETO. Da un lato una pulizia eccellente, dall’altro l’incuria. Siamo al parco Savini che la settimana scorsa, grazie al lavoro dei migranti del Felicioni, è stato rimesso a nuovo sul lato ovest, sponda statale 16. L’assessore alla manutenzione Nicola Petrini afferma che «entro Pasqua sarà riattivata anche la fontana, ferma da mesi». La pulizia del parco è sotto gli occhi di tutti, ma se ci si sposta verso il mare si apre uno scenario del tutto diverso. La pineta, frequentata da ragazzi e molti bambini, non è nelle migliori condizioni. Cumuli di sacchi neri in vari punti che contengono il fogliame proveniente dalla pulizia del lato ovest sono lì da una settimana. «I nostri operai comunali stanno facendo un lavoro eccellente», precisa Petrini, «ci stiamo concentrando al centro, poi arriveremo in periferia. È chiaro che quei sacchi neri al parco Savini non sono un belvedere. In due, massimo tre giorni, verranno tolti». Oltre ai sacchi con il fogliame, balza all'occhio l’incuria di un fabbricato sotto gli alberi della pineta, dove tavoli e sedie sono accatastati senza protezione e alla rinfusa. «Non è possibile vedere uno scempio del genere», accusa Petrini, «tavoli, bidoni a cielo aperto. Solleciterò il proprietario affinché possa mettere ordine». E proprio vicino lo stabile anche una siringa. Una zona pericolosa, frequentata, che deve essere pulita al più presto.

Luca Venanzi

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