Parolisi, archiviato il caso del “tesoretto”

28 Ottobre 2014

I soldi non sono spariti, sono stati utilizzati per pagare le spese legali dell’ex caporalmaggiore

TERAMO. Per chi ha sfiorato l’ergastolo, ha una condanna in appello a 30 anni per l’omicidio della moglie Melania Rea e attende il pronunciamento della Cassazione, può essere tanto. Perché è con un’archiviazione che il gip di Napoli chiude il fascicolo aperto per la sparizione del cosiddetto tesoretto, 137mila euro, dal conto di Salvatore Parolisi. L’ex caporal maggiore dell’esercito era accusato di mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice perchè quei soldi scomparsi avrebbero dovuto essere usati per pagare parte di quel milione di provvisionale immediatamente esecutiva decisa dal giudice di primo grado a favore della figlia. Ma quel denaro era sparito e per questo il legale della famiglia Rea aveva presentato una denuncia alla procura di Teramo trasmessa poi per competenza a quella napoletana nel cui territorio c’è l’istituto di credito con il conto di Parolisi. I magistrati partenopei hanno stabilito che non c’è stata nessuna mancata esecuzione dolosa del provvedimento di un giudice e che quei soldi sul conto dell’ex caporal maggiore sono stati usati per coprire le spese legali. Ma la famiglia Rea si è opposta all’archiviazione e per questo, tramite il suo legale Mauro Gionni, ha presentato opposizione al gip che l’ha respinta accogliendo, invece, la richiesta di archiviazione della procura. «Nella richiesta di archiviazione», aveva scritto Gionni, «si sostiene che non si ravvisano gli estremi della condotta ascritta all’indagato. L’assunto non appare condivisibile. Perchè a nulla rileva il fatto che le somme di denaro siano state utilizzate per pagare gli avvocati nell’aprile del 2012 e nel dicembre del 2012. Il problema è per i pagamenti successivi alla sentenza di condanna. Il 26 ottobre 2012 alla lettura della sentenza di primo grado Parolisi sapeva di essere immediatamente obbligato a pagare una consistente somma di denaro. Pagando gli avvocati, o facendo qualunque altro atto sui suoi conti, successivamente a questa data, si è sottratto dolosamente ad un provvedimento del giudice». Ma per il gip campano così non è. «Siamo soddisfatti perchè il gip ha accolto integralmente le nostre argomentazioni difensive», commentano gli avvocati Federica Benguardato e Nicodemo Gentile, legali di Parolisi, « e con il suo provvedimento ha ristabilito una verità che per molto tempo, in modo assolutamente ingiusto, è stata messa in discussione».(d.p.)

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