Parolisi incontra in aula la sua ex amante
Al processo militare per il caso delle soldatesse rivedrà per la prima volta la donna dopo l’omicidio
TERAMO. Si rivedranno in un’aula di tribunale, tre anni dopo l’omicidio di Melania Rea. Perchè nel processo bis che Salvatore Parolisi tra qualche giorno affronterà da imputato davanti ai giudici del tribunale militare di Roma ci sarà anche l'ex amante ed ex allieva nella caserma Clementi di Ascoli Piceno del caporal maggiore Parolisi. La donna è stata citata come teste dalla procura militare che accusa l’uomo di aver violato gli ordini invitando ed offrendo da bere alle soldatesse che addestrava nella caserma di Ascoli. Questo succedeva nell’altra vita di Salvatore Parolisi – a settembre condannato in secondo grado a 30 anni per l’omicidio della moglie Melania – che oggi ha 7mila fan sul profilo Facebook “Salvatore innocente” e che ogni giorno riceve lettere di ammiratrici nel carcere teramano di Castrogno dove sta scontando la condanna.
L’ex caporal maggiore, in attesa del pronunciamento della Cassazione, il 27 maggio comparirà davanti ai giudici del tribunale militare di Roma per rispondere di violata consegna continuata ed aggravata: per il codice militare, il mancato rispetto di un ordine. Perché, scrive nella sua richiesta di rinvio a giudizio il pm Antonella Masala «tra il 2008 e il 2009, trovandosi comandato del servizio di sergente di giornata, in orario successivo al contrappello (la procedura dopo la quale i militari devono rimanere nelle camerate, ndr) riceveva negli uffici del plotone alcune allieve con cui si intratteneva per un lungo tempo e a cui offriva da bere bevande alcoliche, così violando ripetutamente le consegne disciplinanti il predetto servizio, laddove le stesse prescrivono che il sergente di giornata al suono del silenzio si accerta che tutte le porte dei locali della compagnia siano chiusi e durante l’arco del servizio vigila sul contegno dei militari del reparto».
Intanto, in attesa del processo davanti alla Cassazione, l’avvocato Nicodemo Gentile, uno dei legali di Parolisi, torna a fare un nuovo appello all’uomo che il 20 aprile del 2011 telefonò alla sala operativa del 113 per avvertire della presenza di un corpo nel bosco di Ripe di Civitella. Il corpo era quello di Melania, quell’uomo non è mai stato identificato. (d.p.)
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