Parrucchieri d’accordo: «Il Green pass ci vuole»

La nuova regola accolta con favore dagli operatori: maggiore sicurezza per tutti Ma restano timori: la pandemia ha cambiato le abitudini, vengono meno clienti
TERAMO. Primi giorni per parrucchieri e barbieri di Teramo e provincia con il controllo del possesso del Green pass base da parte de i propri clienti. È scattato da giovedì scorso, infatti, l’obbligo per l’accesso ai servizi alla persona dell’esibizione, all’ingresso del locale commerciale, del pass che presuppone l’avvenuta vaccinazione, la guarigione dal Covid o di essere negativo al tampone antigenico valido 48 ore o molecolare 72 ore. Una nuova disposizione inserita dal Governo per rafforzare le misure anti-contagio soprattutto in virtù dell’alta virulenza e della diffusione della variante Omicron che va a toccare un settore che ha accusato il colpo della pandemia.
OPERATORI D’ACCORDO
Una disposizione che è stata accolta con ottimismo da gran parte degli esercenti perché garanzia di maggiore sicurezza. «Sono d’accordo su questa misura e la aspettavo da mesi», dice Filippo De Donatis, parrucchiere nel centro di Teramo, «siamo molto attenti a rispettare tutte le norme anti-Covid, ma il controllo del Green pass ci fa stare più sicuri e la sicurezza, come il rispetto delle norme, oggi sono la priorità». Della stessa idea Pino Cauti, parrucchiere a Giulianova che sottolinea l’importanza del dovere civile e morale nel rispetto reciproco e delle leggi. «Sono ben contento per me e per i miei clienti», spiega, «lavoriamo a stretto contatto con loro ed è giusto garantire la massima sicurezza. È necessario collaborare per salvaguardare l'incolumità di ognuno e per uscire il prima possibile da questa situazione pandemica». La sicurezza come priorità anche per Danila Malizia, parrucchiera a Montorio. «Sono d’accordo con il controllo del Green pass che ci fa lavorare con più tranquillità e non ci crea disagio» aggiunge.
CONTROLLI IN PIù
Il dover soffermarsi a chiedere il pass è sicuramente un impegno ulteriore da parte degli esercenti che applicano ingressi programmati nei saloni per evitare gli assembramenti. «In realtà per noi non cambia nulla perché ci atteniamo rigidamente alle regole del Governo dall’inizio e lo facciamo volentieri nella speranza che ciò contribuisca a far ridurre i contagi», sostiene Matteo Stanco di Evos parrucchieri a Teramo. «Rispetterò con serietà questa norma come tutte le altre e come è giusto che si faccia», fa notare Massimo D’Antonio (Massim o'barbiere), barbiere a Teramo, «ma penso che questi controlli nei quali vengono chiesti dati personali dovrebbero essere effettuati dalle autorità e non da noi esercenti. Inoltre questa misura non incentiva alla vaccinazione non essendo richiesto il Green pass rinforzato».
RESTANO TMORI
Preoccupata è Romina Di Nardo di “Il bello delle donne” a Montorio e Nerito e che ha ribadito alle sue clienti il possesso del pass anche in un post su Facebook. «Spero che non si creino problemi», evidenzia, «e non è detto che un cliente che viene con il Green pass non possa essere positivo». Lo spauracchio di tutti gli esercenti è la chiusura delle attività con il terrore di poter tornare in una situazione simile al lookdown della primavera 2020, quando con due mesi di stop le perdite furono rilevanti. Ma la maggior parte di loro non teme che l'obbligo del pass possa creare perdita di clientela, attribuibile invece ad altri fattori. «Il calo degli affari è dovuto alla pandemia in generale» concludono, «la paura di contagiarsi porta tante persone a non andare dal parrucchiere a cadenza regolare, mentre prima era la normalità: l’alto numero di contagi soprattutto nelle ondate e le rispettive quarantene creano fisiologiche flessioni, senza contare che si riducono gli eventi e le celebrazioni che portano lavoro. Ma non ci fermiamo e speriamo che presto tutto finisca».
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