Parte il piano per eliminare le barriere

3 Agosto 2018

Riattivato il gruppo di lavoro del Comune per rendere accessibili uffici ed esercizi pubblici. D’Alberto: iniziamo dalle nostre sedi

TERAMO. Basta anche un gradino di pochi centimetri a creare un ostacolo insormontabile. Sono passati quasi tre anni dalla manifestazione organizzata in città dall’associazione Carrozzine determinate che denunciò la presenza in uffici ed esercizi pubblici del centro di tanti impedimenti, spesso insignificanti per chi non ha problemi a muoversi sulle proprie gambe, ma che creano enormi problemi ai disabili. Da allora è cambiato poco e così la nuova giunta ha deciso di mettere mano al problema.
La delibera approvata da sindaco e assessori fa ripartire il piano per l’abbattimento delle barriere architettoniche affidato, dalla precedente amministrazione, a un gruppo di lavoro interno all’ente, ma che finora a prodotto poco nulla anche a causa delle emergenze sismiche che si sono succedute negli ultimi due anni. Entro marzo, stabilisce il provvedimento adottato dalla giunta, la task force dovrà stilare la mappa degli ostacoli che ancora impediscono autonomia di movimento a chi è costretto a usare la carrozzina. A cominciare dagli uffici comunale, dove tutt’ora persistono barriere o sistemi inadeguati per superarle. È il caso della sede provvisoria dell’ex Banca d’Italia in via Carducci, dove per arrivare all’ascensore bisogna superare una scalinata di pochi gradini ma insormontabile per i disabili. Problemi si riscontrano anche all’ingresso dello stabile di piazza Martiri che ospita gli uffici tecnici dove l’ascensore è vecchio e poco capiente. Alla sede del settore Servizi sociali si accede tramite un minuscolo scivolo per superare lo scalino d’ingresso che costituisce un passaggio molto precario. «Iniziamo da casa nostra», spiega il sindaco Gianguido D’Alberto, «mettendo a norma gli uffici comunali». Poi si passerà al resto, eliminando gli ostacoli che impediscono l’accesso agevole ad altre strutture pubbliche, come le scuole, ma anche a bar, ristoranti e negozi. «Su questo problema siamo rimasti all’anno zero», evidenzia il primo cittadino, «nonostante la delibera approvata in consiglio comunale a dicembre del 2015 e della quale, come opposizione, fummo principali promotori». Quasi un anno dopo da quel provvedimento l’amministrazione ha nominato il disability manager, designando Giuseppe Ciprietti, e costituendo il gruppo di lavoro formato da tecnici dell’ente coordinato dall’allora segreteria generale Patrizia Scaramazza. Quest’ultima nel frattempo ha lasciato l’ente e il suo posto è stato preso da Maria Cristina Chirico a cui la giunta ha dunque affidato il compito di seguire il lavoro della task force. «Il gruppo è stato costituito», tiene a sottolineare il sindaco, «ma di fatto non ha operato anche per la necessità di ricomporlo sostituendo anche un componente che è andato in pensione». L’atto appena approvato dalla giunta, dunque, imprime un nuovo impulso all’iniziativa per eliminare le barriere architettoniche.
Oltre alla mappatura degli ostacoli, all’elaborazione di schede sulle possibilità d’intervento e alla indicazione di linee guida su come realizzare le opere necessarie, la delibera affronta un aspetto che sta molto a cuore al sindaco: quello della partecipazione. «Una fase importante sarà rappresentata dalla condivisione delle esigenze e delle scelte operative», osserva D’Alberto, «per questo coinvolgeremo associazioni e cittadini che operano nel settore». Il sindaco si dice intenzionato a concretizzare gli obiettivi indicati durante la campagna elettorale non solo nel merito dei problemi, come quello dell’abbattimento delle barriere architettoniche, ma anche nel metodo. «Istituiremo la commissione comunale e la consulta della disabilità», conclude, «attivando un pieno processo partecipativo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA