Parte l’esposto del Comune contro il Coba

Presentato dalla polizia municipale dopo i controlli svolti sulla raccolta differenziata autonoma
GIULIANOVA. Il Comune di Giulianova, tramite il comandante della polizia municipale Roberto Iustini (nella foto), ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica contro il Coba, il consorzio dei balneatori che, dall’aprile 2015, svolge la raccolta differenziata autonoma. Per tutta l’estate, infatti, la polizia municipale, coadiuvata dai volontari delle guardie ambientali, ha raccolto informazioni circa il conferimento privato che il consorzio svolge da più di un anno, per verificare se la loro azione sia lecita o meno. Al contrario di quanto sostenuto dai balneatori, infatti, ossia che la raccolta autonoma è prevista per legge, il Comune di Giulianova ha sempre portato avanti la tesi che la raccolta dei rifiuti comunali spetti al Comune, in diritto di privativa. Il Coba, dunque, che ha avviato una raccolta parallela dei rifiuti, per il Comune è in errore, così come la ditta Am di Pineto che, ogni sera, fa il giro degli stabilimenti e di qualche albergo aderenti al consorzio, per ritirare i rifiuti.
Il fascicolo con tutte le informazioni è stato consegnato da Iustini alla Procura della Repubblica, alla quale spetterà dire se il Coba ha eseguito una raccolta lecita o meno. Da un anno, comunque, il Coba si rifiuta di pagare la parte variabile della Tari (il Comune continua a inviare regolarmente le bollette ai balneatori), in attesa della risposta del Tar al ricorso che ha presentato contro il regolamento comunale. I balneatori, nel 2015, decisero di procedere con la raccolta autonoma perché, dopo una serie di incontri con l’amministrazione, non si giunse a un accordo per la rimodulazione della Tari, reputata dai balneari troppo onerosa.
Fin dall’inizio dell’autogestione, però, l’allora assessore al bilancio Katia Verdecchia e quello all’ambiente Fabio Ruffini dissero che «la gestione integrata dei rifiuti urbani costituisce un servizio di pubblico interesse, e come tale è svolto in regime di privativa sull’intero territorio comunale. Non lo diciamo noi ma è la legge 152/2006 a stabilirlo. Pertanto ogni eventuale autogestione dei rifiuti eseguita da ditte non autorizzate, come è nell'intenzione del Coba, rappresenterebbe una violazione di legge, costringendo di conseguenza il Comune ad agire sotto il profilo sanzionatorio per questioni di ordine pubblico e ambientale».
Margherita Totaro
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