Parte la riconversione dell’ex Villeroy

Da martedì i sondaggi per escludere inquinamento, a maggio il sito sarà ceduto al gruppo Gabrielli e Abruzzo Abitare
TERAMO. Un pezzo dell'ex Villeroy sarà riconvertito in spazi commerciali, uffici e appartamenti, alcuni dei quali destinati all'housing sociale. Manca davvero poco al completamento della procedura che farà passare il lotto dell'ex stabilimento produttivo venduto all'asta nell'ottobre dell'anno scorso per quasi sei milioni di euro al gruppo Gabrielli. Da martedì infatti l'Arap, l'agenzia regionale subentrata al consorzio del nucleo industriale nella proprietà dell'immobile, farà partire i sondaggi per il cosiddetto piano di caratterizzazione. Come tutte le ex fabbriche, il sito della Gammarana rientra nell'elenco di quelli potenzialmente inquinati, per cui sono necessari controlli tesi ad escludere questa eventualità.
«Abbiamo fatto controlli anche prima dell'emissione del bando per la vendita e non è risultato nulla», spiega il commissario dell'Arap Giampiero Leombroni, «ma ora bisogna approfondirli in parallelo con lArta, l'agenzia regionale dell'ambiente, ed escludere in via definitiva la presenza di contaminazioni». L'operazione prevede sondaggi e il prelievo di 300 campioni di terreno da analizzare e sottoporre a controlli incrociati che richiederanno un paio di mesi. Entro metà maggio, stando alla tempistica indicata da Leombroni, il sito potrà essere stralciato dall'elenco di quelli ritenuti inquinati e ceduto all'acquirente con la registrazione del contratto.
Il lotto, che comprende l'ex area industriale, la sede del laboratorio Astra, il ristorante-pizzeria "La Stazione", una palazzina che affaccia su via Gammarana, un edificio incompiuto e l'ampio piazzale, oltre che dal gruppo Gabrielli sarà acquisito dal consorzio Abruzzo Abitare che ha sede a Pineto e riunisce cooperative edilizie. Sarà quest'ultimo a realizzare gli interventi strutturali necessari e probabilmente a trattenere la quota dei nuovi spazi destinati a uso abitativo. Al gruppo Gabrielli, invece, dovrebbe restare tutta la parte riservata al commerciale.
Non ci sono sbocchi imminenti, invece, per il lotto rimasto invenduto nell'asta di ottobre. Si tratta del più piccolo dei due e comprende l'immobile in cui sono ospitati gli uffici dell'Arap, l'ex sede di Teleponte, locali di servizio e parcheggio esterno per un'estensione di circa tremila metri quadri. «Il valore è di 2,2 milioni di euro», spiega il commissario, «si tratta di una stima calmierata considerate le difficoltà del mercato immobiliare, ma al momento non è prevista l'emissione di nuovo bando». Senza una manifestazione d'interesse all'acquisto, l'Arap non intende avviare una gara che rischia di rivelarsi inutile. Tra i possibili acquirenti ci sarebbe l'Arta, i cui locali nel palazzo della Sanità sono stati lesionati dal sisma e che attualmente occupa un'ala dell'ex parco della scienza, ma per ora non ci sono sviluppi significativi.
Gennaro Della Monica
©RIPRODUZIONE RISERVATA

