Parte la sfida per il Comune: 45.985 gli aventi diritto al voto

14 Maggio 2023

La scelta è tra D’Alberto, che punta alla conferma, e le alternative Antonetti e Marroni In campo ci sono 15 liste con 464 candidati per 32 posti in consiglio, si vota in 80 seggi

TERAMO. Parte la sfida per il Comune. Le urne resteranno aperte oggi dalle 7 alle 23 e domani, dalle 7 alle 15, per eleggere il nuovo sindaco e consiglieri. Sono 45.985, su 51.849 residenti, i cittadini chiamati al voto. In leggera maggioranza le donne (23.950) rispetto agli uomini (22.035), ma nel calcolo rientrano anche 4.164 trasferiti all’estero. Tra gli aventi diritto, ma che non hanno fatto richiesta per votare fuori dal territorio comunale, ci sono inoltre quattro domiciliati a Bolzano e 176 cittadini comunitari, per la maggior parte romeni.
Il totale degli elettori risulta in leggero calo rispetto a cinque anni fa, quando erano poco meno di 47mila. A disposizione per esercitare il voto ci sono 80 seggi dislocati su tutto il territorio comunale. I teramani sono chiamati a scegliere tra tre candidati sindaco. Il primo cittadino uscente Gianguido D’Alberto si ripropone alla guida di una coalizione civica e di centrosinistra appoggiato da sette liste: Pd, Movimento Cinque stelle, “Insieme Possiamo”, “Bella Teramo”, “Teramo vive”, “In Comune con Te” e “Innova Teramo”. A contendergli la fascia tricolore sono in due. L’avvocato ed ex presidente del Teramo Basket in serie A Carlo Antonetti è sostenuto da uno schieramento civico e di centrodestra formato da cinque liste: “Futuro in”, “Amo Te”, Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia-Noi Moderati. Per Maria Cristiana Marroni, aspirante primo cittadino di espressione civica, benché lei abbia anche un ruolo politico, in quanto coordinatrice provinciale di “Italia viva”, che però in questa competizione non presenta il simbolo, è in campo con tre alleati: “Teramo sul serio”, “Teramo protagonista” e “Azione politica Teramo”. A chiedere consenso agli elettori sono, dunque, 464 candidati consiglieri distribuiti in 15 liste. Solo due di queste non hanno riempito la griglia con i 32 nomi dei potenziali eletti, tanti quanti sono i posti disponibili in consiglio, escluso il sindaco: la Lega, che schiera 26 aspiranti a entrare in consiglio, e i Cinque stelle, che ne indicano 22. Le donne sono 226, suddivise nelle tre coalizioni, poco meno della metà del totale dei candidati. Si tratta di una quota significativa anche perché è prevista la doppia preferenza di genere. Questa consente a ogni elettore di esprimere due voti, per un uomo e per una donna. Per accedere all’assegnazione dei seggi in consiglio ciascuna lista deve superare la soglia di sbarramento posta al tre per cento. È possibile il voto disgiunto con preferenze per un sindaco e per consiglieri di uno schieramento diverso. Non è consentito, invece, esprimersi per due candidati al consiglio di liste differenti, anche se fanno parte della stessa coalizione. D’Alberto tenta il bis con uno schieramento allargato rispetto alle elezioni precedenti, quando era sostenuto da quattro liste, che ingloba ex avversari nel frattempo approdati dalla sua parte, l’ultimo dei quali è il Movimento Cinque stelle. Percorso inverso per Marroni che, dopo la campagna elettorale al fianco del sindaco uscente e un anno e mezzo come suo vice, si è chiamata fuori. Antonetti si presenta ai blocchi di partenza della corsa elettorale in risposta alla sollecitazione rivoltagli da un gruppo di cittadini e raccolta anche dal centrodestra.
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