Partecipazione, arrivate 12 proposte di modifica al regolamento comunale

I comitati di quartiere non gradiscono l’accorpamento tra diverse aree Passata l’emergenza virus si cercherà di arrivare a un testo definitivo
TERAMO. Meno vincoli territoriali ai comitati civici e più spazio alle consulte tematiche. Indica questi orientamenti la maggior parte delle osservazioni al regolamento per la partecipazione stilato dal Comune. Alla scadenza del termine, fissato dall’amministrazione dopo un periodo di pubblicazione dell’atto sul sito internet istituzionale, all’ente sono arrivate dodici proposte di modifica del testo. L’aspetto meno convincente della bozza stilata dal Comune, e che ha suscitato la maggioranza delle richieste di revisione, è relativo, dunque, alla riorganizzazione territoriale dei comitati di quartieri e frazioni. Il regolamento, che mira a disciplinare le forme di aggregazione finora spontanee dei cittadini sul territorio, ne ha individuati undici, con accorpamenti tra diverse aree. E proprio questi previsti accorpamenti sono finiti al centro di diverse contestazioni. Sul riassetto territoriale dei comitati, finalizzato a razionalizzare la proliferazione incontrollata e a volte caotica di questi organismi, sono piovute pesanti critiche già durante gli incontri pubblici di presentazione del regolamento. La disomogeneità delle zone accorpate e lo svilimento delle peculiarità di aree anche contigue ma che esprimono esigenze specifiche, in alcuni casi inconciliabili tra loro, hanno caratterizzato le principali obiezioni mosse sia nelle diverse riunioni con associazioni e comitati, sia nelle formali richieste di correzione del testo inviate all’ente.
«Abbiamo avviato l’esame delle osservazioni prima del blocco imposto dall’allarme coronavirus», spiega l’assessore al dialogo con il territorio Sara Falini, «ritenendo di dover fare il punto su questi aspetti e capire quali siano le possibili soluzioni per andare incontro alle esigenze dei cittadini». Il confronto, di carattere più politico che tecnico, è stato per ora limitato alla maggioranza consiliare, ma non appena superata la fase critica del pericolo di contagio, andrà esteso alla commissione affari generali e al consiglio, che avrà il compito di varare la stesura definitiva del regolamento. «L’amministrazione ha voluto il periodo di apertura alle osservazioni proprio per capire quello che pensano i comitati che saranno gli attuatori del provvedimento», sottolinea l’assessore, «e per rendere efficaci e operativi gli strumenti individuati l’ascolto dei diretti interessati è fondamentale». La valutazione e l’eventuale modifica degli aspetti più controversi del documento richiederanno tempi al momento non definibili proprio per le difficoltà amministrative connesse al rischio di diffusione del virus.
Su aspetti sempre evidenziati tramite osservazioni, ma meno complessi, c’è la disponibilità da parte dell’amministrazione a un recepimento delle richieste. Sara Falini cita ad esempio il numero delle consulte tematiche e la loro composizione. «Nella bozza ne sono state indicate tre, ma sono arrivate proposte per crearne altre», conclude, «e queste si possono accogliere senza difficoltà».
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