Parto in vasca e senza dolore Meno stress per mamma e bebè

23 Dicembre 2016

Al Mazzini da gennaio due aiuti alle donne che entrano in travaglio, allevieranno la sofferenza Marcozzi: «La vasca favorisce il rilassamento mentre il protossido d’azoto attenua le doglie»

TERAMO. Una mano in più alle partorienti, anzi due. Da gennaio al Mazzini entreranno in funzione due aiuti alle donne impegnate nel travaglio.

Innanzitutto entrerà in funzione la vasca per il parto in acqua. La vasca, installata un anno fa durante i lavori di ristrutturazione dell’ostetricia, ora è stata collaudata. E’ stata una delle innovazioni introdotte con la realizzazione del nuovo percorso nascita all’ospedale di Teramo. I lavori iniziarono a maggio e si conclusero a ottobre 2015: sono state realizzate tre sale parto con nuovi criteri, fra cui una anche per il parto in acqua. E poi è stata allestita un'ala dedicata alle puerpere, proprio davanti al reparto di pediatria, così che i neonati possono essere seguiti costantemente dai pediatri. Neonati che possono stare in camera con le mamme. Lavori costati un milione 200mila euro.

«Manca solo il rilevatore del battito, in quanto è imprescindibile il monitoraggio del battito fetale», spiega il primario di ostetrica e ginecologia del Mazzini, Anna Marcozzi, «stiamo aspettando che arrivi il cardiotopografo adatto per l'utilizzo in acqua. Pensiamo che arriverà a gennaio. Il personale ha già fatto dei corsi e adesso alcune ostetriche faranno un comando in reparti di ospedali dove se ne fanno tanti».

Il primario precisa comunque che non tutte le donne potranno farlo: «Ci sarà una selezione delle pazienti in quanto non tutte possono partorire in acqua: la gravidanza deve essere perfetta, non ci devono essere stati nemmeno piccoli problemi. Anche gli esami devono essere perfetti, ad esempio tampone vaginale. Ne abbiamo già parlato a qualche donna che sta facendo il corso di preparazione, al netto di incognite».

Il parto in acqua, spiega Marcozzi, «favorisce il rilassamento muscolare e quindi la dilatazione. La fase dilatante del travaglio è molto più veloce. Si può fare anche solo travaglio in acqua e partorire fuori, a seconda dei desideri della donna». L’acqua della vasca, mantenuta costantemente a 37 gradi, consente il rilassamento della muscolatura pelvica con conseguente riduzione delle contrazioni e del dolore. E rende minore il rischio di lacerazione dei tessuti vaginali che risultano meno tesi.

Ma c’è un’altra novità che da gennaio può essere di aiuto ad affrontare il travaglio. Nell’ostetricia da gennaio sarà possibile l’uso di protossido d'azoto, in una concentrazione particolare. «E' un gas anestetico», spiega il primario, «che ha un effetto analgesico e miorilassante. Viene erogato con una mascherina che può essere completamente autogestita dalla partoriente, quando sente troppo dolore. E’ un metodo che si sta diffondendo in parecchi punti nascita. Non è risolutivo, ma aiuta». Certamente è cosa diversa dalla partoanalgesia, che al Mazzini è stata possibile solo per brevissimo tempo. «Non poniamo limiti alla divina provvidenza ma purtroppo l'organico degli anestesisti per ora non ce la consente. E la mole delle nostre prestazioni non è tale da poterci permettere un turno completo di anestesisti per la disciplina: accade solo nei grossi centri».

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