Partono le seconde vaccinazioni per 3.588 persone in provincia

TERAMO. Seconde vaccinazioni, nessun problema. Il piano elaborato a livello regionale e poi calato a livello locale ha retto alla riduzione delle forniture della Pfizer. Sono 19.600 i soggetti che al...
TERAMO. Seconde vaccinazioni, nessun problema. Il piano elaborato a livello regionale e poi calato a livello locale ha retto alla riduzione delle forniture della Pfizer. Sono 19.600 i soggetti che al 17 gennaio devono sottoporsi al secondo step, di cui 3.588 in provincia di Teramo.
Il responsabile della campagna regionale di vaccinazioni Covid, nonchè direttore sanitario della Asl, Maurizio Brucchi sottolinea che le Asl abruzzesi hanno lasciato da parte almeno il 30% dei vaccini (Chieti qualcosa in più) in modo da assicurare il secondo vaccino. «E grazie a questo fatto non siamo stati penalizzati nelle forniture a livello nazionale come avvenuto altrove», aggiunge Brucchi, «e con le dosi arrivate il 18 e quelle che arriveranno il 25 gennaio garantiremo la seconda dose a tutto l’Abruzzo». Certo, sarebbero dovuti arrivare otto vassoi (ognuno con 1.170 dosi) e ne sono arrivati solo tre, ma l’attenta gestione della campagna ha evitato l’eventualità di non poter fare il richiamo.
Certamente l’ipotesi che le forniture siano rallentate ancora per altre tre settimane impone uno stop a una campagna che era partita con il vento in poppa e che adesso avrebbe già iniziato con gli ultra 80enni.
Intanto arriveranno a breve in Abruzzo 1.500 dosi del vaccino Moderna, e di queste 500 arriveranno alla Asl di Teramo. Così come dopo il 25 arriveranno in Abruzzo i 54 “rinforzi” di personale sanitario reclutati dal commissario Arcuri: 12 arriveranno a Teramo, altrettanti a Pescara e gli altri 30 se li divideranno in parti uguali le Asl di Chieti e L’Aquila. Saranno i benvenuti, ma è importante che arrivino anche le dosi.
Intanto si deve ancora ben definire il ruolo dei medici di base nelle vaccinazioni, sopratutto degli anziani, ma in generale nel resto della popolazione. «I medici di medicina generale sono disponibili a collaborare», commenta il segretario della Fimmg, il sindacato dei medici di base Glauco Appicciafuoco, «ma bisogna concordare con chiarezza procedure chiare per la conservazione, diluizione, somministrazione dei vaccini, oltre che la messa in sicurezza del medico». La Fimmg a livello nazionale ha fatto delle proposte, che ora vanno discusse: si va da come conservare i vaccini alla giusta temperatura (gli studi medici non hanno ovviamente frigoriferi adeguati) a come diluirli con precisione.
Il segretario provinciale della Fimmg conclude: «Collaboreremo sicuramente alla campagna, ma con tutte le sicurezze non solo per i medici ma soprattutto per i pazienti».(a.f.)
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