Pasqua, tutto esaurito nei locali: «Segnali incoraggianti di ripresa»

Dalla costa all’entroterra, i ristoratori fanno il pieno di prenotazioni: arrivi da nord Europa e America I rincari di materie prime ed energia pesano, ma in pochi hanno ritoccato il listino prezzi dei menu
TERAMO. Dopo due anni di pandemia, si torna a respirare aria di vacanza nelle attività di ristorazione del Teramano, con il profilarsi del “tutto esaurito” per il ponte di Pasqua. Il clima che aleggia tra i ristoratori della zona è quindi ben augurante per i prossimi grandi eventi, come la festa della Liberazione e il primo maggio. Gli operatori non si sbilanciano più di tanto, invece, in previsioni per la stagione estiva.
«Il borsino delle prenotazioni segna il tutto esaurito già da due settimane», riferisce Alessandro Cavatassi, titolare dello chalet-ristorante “Punto G” a Tortoreto, «per il ponte di Pasqua siamo dunque al completo: in prevalenza sarà gente del posto, anche proveniente dalle aree interne, che intende godersi una giornata in spensieratezza, pranzando vista mare. Ho dovuto ritoccare purtroppo i prezzi in aumento, pur mantenendomi sugli standard di sempre, per via dei rincari delle materie prime: per la categoria dei ristoratori, l’incremento, ad esempio, del prezzo dell’olio alto oleico di semi di girasole, che dall’euro e 60 al litro dello scorso anno, passa oggi a 3 euro e 90, rappresenta una vera e propria mazzata». Soddisfatto del trend che si prospetta sulla costa è Paolo Di Gregorio, proprietario del ristorante e hotel “Lucia” a Giulianova. «Siamo pieni di prenotazioni sia per il pranzo di Pasqua che per la Pasquetta», spiega, «quando c’è stato il problema del caro gasolio, trattando noi esclusivamente cucina a base di pesce, eravamo preoccupati per le ripercussioni che avremmo ricevuto; per fortuna, siamo riusciti a mantenere i prezzi invariati, non intendiamo vessare il cliente. Adesso però, noto che questa situazione sta migliorando e ciò lascia ben sperare per l’estate».
A Teramo e nelle aree interne il clima resta positivo, ma si percepisce un atteggiamento più cauto: Marcello Schillaci della storica “Cantina di Porta Romana” ha già ricevuto le prime richieste per le virtù, piatto tipico del primo maggio. «Registriamo il tutto esaurito ma è ancora presto per poter parlare di una ripartenza del turismo, dato che la corsa per accaparrarsi i posti in albergo, a differenza degli altri anni, non c’è», afferma, «quello che va per la maggiore è il fuori porta, ovvero le vacanze brevi. Ciò deriva anche dall’incertezza provocata dalla guerra. La vera novità di quest’anno, per il menù di Pasqua sono le virtù: abbiamo già ricevuto tante richieste sin da ora». Dello stesso avviso è Francesco Santarelli del ristorante “Il Bacucco d’oro” a Mutignano di Pineto: «Per Pasqua e Pasquetta siamo al completo già da parecchi giorni, personalmente non ho risentito degli aumenti delle materie prime, perché nel mio ristorante punto tutto sui prodotti del territorio, a chilometro zero: in quest’ottica, per il periodo pasquale, proporrò le virtù come portata centrale, visto che soprattutto per il Lunedì dell’Angelo, ho ricevuto prenotazioni da parte di turisti fuori regione, che si dicono curiosi di assaggiare le tipicità della zona». Daniele Zunica, titolare dell’omonimo ristorante e hotel civitellese, valuta così i primi segnali di ripartenza legati dal periodo pasquale: «Per il pranzo di Pasqua siamo sold out, veniamo fuori da mesi di buio, a causa soprattutto del Covid: abbiamo lavorato bene soltanto nei fine settimana. Un segnale che ci lascia ben sperare è dato dalle prenotazioni dei turisti del nord Europa, australiani ed americani: questi ultimi, sono già presenti a Civitella. Gli aumenti dei costi energetici e delle materie prime sono stati una botta terrificante: mi sono visto costretto ad adeguare i prezzi».
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