Patron e ds si affidano a Chiacchio

13 Giugno 2015

È un nome del diritto dello sport, difese già il Teramo nel 2006 senza fortuna

TERAMO. A difendere il Teramo, sul piano sportivo, sarà l'avvocato napoletano Eduardo Chiacchio. Classe 1954, Chiacchio è uno dei massimi esperti in Italia in materia di diritto sportivo e ha difeso la posizione di tante squadre e tesserati in vari processi di calcioscommesse (e non solo) ottenendo molti successi professionali. Le strade dell'avvocato napoletano e del Teramo si sono incrociate già nel 2006, ai tempi di Romano Malavolta, quando Chiacchio fu chiamato a difesa del Diavolo per la vicenda del ripianamento patrimoniale richiesto dalla Covisoc e ritenuto simulato che costò l'esclusione dai play off per la B a vantaggio della Salernitana.

Chiacchio, inoltre, è stato negli anni l'avvocato difensore delle maggiori società calcistiche abruzzesi. «Nei prossimi giorni incontrerò il presidente Campitelli. Non sono ancora a conoscenza della situazione del Teramo», dice Chiacchio, «ma la studierò con la massima attenzione in vista del processo sportivo».

A proposito di processo sportivo, quali saranno i tempi ? «E' molto difficile stabilirlo», risponde il legale, «perchè c'è un'attività investigativa ancora in itinere. Se gli atti verranno trasmessi da Catanzaro alla procura federale entro la fine di luglio, allora per l'inizio dei campionati ce la dovremmo fare. Nel caso in cui gli atti venissero trasmessi nei primi giorni di agosto, sarebbe quasi impossibile fare un processo sportivo prima dell'avvio della stagione agonistica, considerando che i gradi di giudizio sono due».

E' prematuro, pertanto, fare previsioni su cosa rischia il Teramo. Si può soltanto ragionare, al momento, per ipotesi. E' chiaro che se il processo sportivo dovesse tenersi a stagione iniziata, la società biancorossa (se ritenuta colpevole) potrebbe incappare, strada facendo, in punti di penalizzazione, ma almeno sarebbe ai nastri di partenza della B. Gli scenari cambierebbero se il processo avvenisse prima dell'avvio del campionato. E in tal caso, se i fatti contestati dalla procura di Catanzaro dovessero trovare riscontri, il Teramo rischierebbe davvero grosso. Si va dalla pena più "lieve", cioè una penalizzazione da scontare nel prossimo campionato di B per responsabilità oggettiva (se il presidente Luciano Campitelli non avesse avuto un ruolo attivo nella vicenda), alla pena più grande, cioè la retrocessione all'ultimo posto nel campionato appena concluso (e conseguente ripartenza dalla D), passando attraverso la perdita del titolo acquisito (si resterebbe in Lega Pro) nel caso di responsabilità diretta del Teramo (ruolo attivo di Campitelli). Tutto questo senza che l'illecito sia stato consumato per forza: alla giustizia sportiva basta e avanza il tentativo per condannare.

Gaetano Lombardino

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