Patteggia 16 mesi per la morte del padre

La vittima precipitò da una finestra in una palazzina in ristrutturazione di Mosciano, l’impresa edile era del figlio
TERAMO. Le tappe obbligate di un procedimento giudiziario scandiscono tragedie. Che con il passare degli anni possono diventare solo più dolorose. Come quella di un figlio per la morte del padre. Era il 6 febbraio dell’anno scorso quando Andrea Suriani, 66 anni, teramano, morì in un incidente sul lavoro in una palazzina in ristrutturazione a Mosciano. Precipitò da una finestra nel cantiere gestito dall’impresa edile del figlio Jacopo, 39 anni. Che ieri mattina, quale titolare della ditta e capo cantiere, ha patteggiato la pena ad un anno e quattro mesi per l’omicidio colposo del padre davanti al gup Mauro Pacifico. Per l’uomo (assistito dall’avvocato Gennaro Cozzolino) pena sospesa con la disponibilità a svolgere due mesi di servizio socialmente utile presso la Croce Rossa di Teramo. Una morte per la quale la Procura contestava al figlio, in virtù del suo ruolo, come si legge nel capo di imputazione, di «non aver adottato misure idonee nel caso specifico ad impedire la caduta di persone, in particolare per non aver munito detta apertura di sistemi di protezione collettivi (ponteggi metallici) o di idoneo parapetto con tavola fermapiede costruito a regola d’arte e con materiale robusto o di idonei sistemi di sbarramento da porre in opera all’interno dei locali in modo da impedire di avvicinarsi alle aperture al fine di prevenire rischi dall’alto».
Nel fascicolo aperto dal pm Stefano Giovagnoni venne indagato anche il committente dei lavori di ristrutturazione della palazzina che ieri è stato rinviato a giudizio. Al committente dei lavori viene invece contestato la «mancata nomina di un tecnico professionista del settore edile a cui dare incarico di coordinamento in fase di progettazione ed esecuzione dell'opera e che potesse dettare soluzioni tecniche e misure da rispettare mediante la redazione di un piano di sicurezza». Quella mattina del 6 febbraio dell’anno scorso Andrea Suriani era al lavoro, come sempre. Perchè la sua impresa di costruzione l'aveva tirata su «con il sudore della fronte» racconta chi lo conosceva. Un imprenditore edile molto conosciuto a Teramo, con una vita trascorsa tra cantieri e ponteggi. Quella mattina era nella palazzina di Mosciano in ristrutturazione quando precipitò da una porta finestra dell’edificio.Un volo di quasi quattro metri davanti agli occhi degli operai.
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