Patteggia l’americano evaso dal manicomio

18 Gennaio 2019

Un anno e dieci mesi all’uomo che ha sfasciato una barca e cercato di accoltellare un carabiniere

GIULIANOVA. Dal Minnesota a Giulianova per rubare in una barca, armarsi di coltello e tentare di colpire un carabiniere. Il 50enne statunitense, malato psichiatrico ritenuto socialmente pericoloso e da mesi era ricercato in America dopo la sua fuga dall’istituto criminale di sorveglianza dove si trovava e che all’alba del 17 novembre scorso venne arrestato a Giulianova, ieri mattina ha patteggiato un anno e dieci mesi per tentata rapina aggravata dalle false generalità. Dopo il patteggiamento avvenuto in mattinata davanti al gup Domenico Canosa, l’uomo (assistito dal difensore Caterina Longo) è comparso davanti al giudice di pace per l’udienza riguardante l’espatrio e successivamente, tramite l’ambasciata, è stato riportato negli Stati Uniti dove verrà processato per l’evasione.
Secondo l’accusa nella notte tra il 16 e il 17 novembre l’uomo si era introdotto a bordo di una barca a velo ormeggiata al porto di Giulianova mettendo a soqquadro le cabine nel tentativo di trovare denaro o qualche altro oggetto di valore da rubare, ma venne sorpreso dal proprietario del natante, un 66enne dell’Aquila, che chiese l'intervento dei carabinieri, cercando in tutti i modi di non farlo risalire in banchina. L'uomo aveva allora scaricato la sua rabbia sull'imbarcazione, spaccando sportelli e porte delle cabine, per danni quantificati in alcune migliaia di euro. All’arrivo dei militari del nucleo radiomobile della compagnia di Giulianova, molto probabilmente nel tentativo di guadagnarsi la fuga, aveva impugnato un grosso coltello con cui aveva affrontato i militari, strappando la divisa di un appuntato. Per bloccarlo i militari evavano dovuto far ricorso allo spray al peperoncino.(d.p.)
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