Patto tra Regione e Università per non far morire l’entroterra

Parte “Montagna accessibile”: l’ateneo organizzerà corsi di formazione mirati a far nascere imprese e migliorare la promozione del territorio. Previste anche attività terapeutiche per malati e disabili
TERAMO. Combattere lo spopolamento e incentivare il rilancio delle zone interne attraverso l’accessibilità in montagna a persone con difficoltà e la promozione di percorsi formativi e azioni per sviluppare l’imprenditorialità, l’occupazione, la partecipazione e la valorizzazione del patrimonio naturale, culturale e agroalimentare. È "Montagna accessibile", il progetto - pilota promosso dalla Regione Abruzzo d’intesa con l’Università di Teramo che riguarda nella prima fase i comuni del Teramano e che verrà esteso, in una seconda fase, alle altre province. Un’iniziativa presentata ieri mattina nell'ateneo teramano alla presenza del rettore Dino Mastrocola, dell’assessore regionale Pietro Quaresimale, del presidente del Parco Tommaso Navarra e del consulente legale della Lega Abruzzo Benigno D’Orazio.
Le linee di azione prevedono tre corsi – di perfezionamento universitario per la valorizzazione del benessere, di formazione per la promozione territoriale delle aree montane e di creazione e sviluppo di imprese start-up per l’autoimprenditorialità giovanile e lo sviluppo delle aree montane – indirizzati ai giovani dei comuni dell’entroterra, e un progetto di montagnaterapia con attività a carattere terapeutico, riabilitativo e socio-educativo finalizzate a portatori di diverse problematiche, patologie e disabilità.
«L’obiettivo è quello di rendere la nostra bellissima montagna accogliente, aperta, inclusiva in modo che tutti possano visitarla senza barriere e farla ripopolare e rinascere dopo gli eventi sismici», ha spiegato Quaresimale, «i corsi sono finanziati dalla Regione: è importante formare le nuove generazioni a investire sul proprio territorio e a farlo conoscere». Una sinergia tra istituzioni, insomma, per favorire il benessere delle comunità e fronteggiare i fattori che hanno causato l'impoverimento dei paesi montani. «Ringrazio la Regione per averci coinvolto nel progetto che permetterà il raggiungimento di una maggiore accessibilità fisica, culturale, sociale ed economica attraverso la valorizzazione del nostro entroterra», ha aggiunto Mastrocola, «sostegno, ricerca con il trasferimento dei risultati sul territorio e formazione attraverso i corsi per diplomati e laureati saranno le direttrici. Siamo, per definizione, un’università sostenibile e accessibile e questi argomenti ci toccano particolarmente; per questo avremo un ruolo attivo e partecipato nel progetto». “Montagna accessibile” coinvolgerà anche l’Ente Parco Gran Sasso - Laga. «A giugno il Parco ha conseguito l’importante riconoscimento come “miglior Parco inclusivo 2021” e nel 2018 abbiamo promosso la “Carta europea del turismo sostenibile”», ha concluso Navarra.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

