Pavone: «Accordo tra ex nemici»

15 Giugno 2016

Roseto al ballottaggio, il candidato del centrodestra bolla così l’alleanza Di Girolamo-Ciancaione

ROSETO. Come in guerra e in amore, anche nella politica tutto sembra consentito. È una regola, almeno a giudicare dai fatti. Un altro sacrosanto principio elettorale è che a volte i conti non tornano. Ne sa qualcosa il candidato sindaco del centrodestra Enio Pavone, il quale alla vigilia della prima tornata era più che convinto di sbaragliare i diretti avversari – il candidato sindaco del Pd Sabatino Di Girolamo e la coalizione civica di centrosinistra #amoroseto guidatada Rosaria Ciancaione e ispirata dall’onorevole Giulio Sottanelli – senza troppa fatica.

«Se li ho battuti cinque anni fa quando erano uniti», era il teorema di Pavone, «adesso che si presentano divisi li faccio fuori già al primo turno». Invece le cose sono andate diversamente, tanto che è proprio il sindaco uscente a dover rincorrere gli avversari. Sì, perché in una prima, breve fase orientativa, si è addirittura sfiorato un accordo tra Pavone e il suo centrodestra con #amoroseto, suscitando un pandemonio sui social. Quindi l’annuncio a sorpresa dei vertici della coalizione civica di appoggiare al ballottaggio l’ex nemico Di Girolamo senza pretendere nulla in cambio. Almeno questa è la versione ufficiale, non condivisa dalla controparte. La mossa ha comunque creato una comprensibile tensione a Pavone e compagni, i quali hanno commentato in maniera sferzante l’accordo raggiunto dal Pd e da #amoroseto. «Alla fine la poltrona vince sull’odio», è infatti la caustica reazione della coalizione di centrodestra,«dopo un lungo tira e molla ed estenuanti trattative, la coalizione civica ha deciso di sostenere al prossimo ballottaggio il candidato sindaco della famiglia Ginoble. Per mesi i vertici di #amoroseto hanno denigrato Di Girolamo, talvolta con vere e proprie offese a livello sia politico che personale, mentre ora sembra diventato magicamente la persona giusta per dare a Roseto il cambiamento necessario». I “pavoniani” ricordano come lo stesso Di Girolamo in uno dei suoi comizi aveva definito il duo Ciancaione-Sottanelli «lupi travestiti da agnelli», «soggetti che cercano di presentarsi come il nuovo pur essendo vecchi di trent’anni», apostrofando la Ciancaione come «colei che deve fare il sindaco a tutti i costi», definendo invece Sottanelli «quello che vuole solo ammazzare il suo padre politico, cioè l’onorevole Tommaso Ginoble».

«Parole lapidarie e pesanti contro i due», osserva Pavone, «ma evidentemente Di Girolamo ha dovuto chinare il capo dinanzi agli ordini giunti dall’alto, dopo aver spergiurato per giorni che mai e poi mai avrebbe avuto niente a che fare con loro». «Non vogliamo», aggiunge Pavone, «che la nostra città faccia un deciso passo indietro tornando sotto il comando di Ginoble e dei suoi vassalli, per questo invitiamo tutti i cittadini che hanno a cuore il bene del nostro territorio a sostenerci. Infatti non è più un confronto Pavone-Di Girolamo, ma è una sfida tra il vecchio che vuole tornare in auge e il nuovo; il remake della battaglia Pavone contro Ginoble-Sottanelli che ci vide già vittoriosi nel 2011».

«L’esserci ritrovati su alcuni punti programmatici per lo sviluppo della Città con la coalizione #amoroseto aumenta la convinzione che siamo nel giusto», replica Di Girolamo.« A governare Roseto saranno unità di intenti, trasparenza, condivisione, rapidità e chiarezza. Non hanno avuto spazio e non ne avranno certo in questi giorni, richieste di ruoli, offerte di poltrone e altro».

Federico Centola

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