Pavone alle regionali nella lista di Azione: è scontro in consiglio

Di Giuseppe (FdI) accusa: «L’ennesimo cambio di casacca» L’ex sindaco: «Senza di me nessuno in corsa per la città»
ROSETO . Nell’ultimo consiglio comunale, che si è svolto martedì, Enio Pavone ha annunciato la sua candidatura alle elezioni regionali con la lista “Abruzzo in Azione”, oltre che alle provinciali di domenica prossima. L’intervento del consigliere di maggioranza ha suscitato la reazione ironica di Francesco Di Giuseppe (FdI) che in aula ha esposto un cartello che illustra un metaforico gioco: «Gira il Pavone, trova la collocazione». Il rappresentante dell’opposizione ha anche illustrato come funziona. «La posizione in cui si ferma la freccetta a forma di pavone indica il prossimo partito a cui il consigliere Pavone si affiancherà», ha detto Di Giuseppe suscitando ilarità in aula, «dopo essere stato il candidato sindaco per il centrodestra e aver appoggiato il centrosinistra alle ultime elezioni amministrative, a quanto pare sembra pronto a scendere in campo per le prossime elezioni provinciali e regionali nelle liste di Azione. E diremmo anche giustamente, essendo uno dei pochi partiti la cui tessera mancava alla sua collezione. Si tratta, insomma, dell’ennesimo cambio di casacca». Pronta la replica di Pavone accusato di curare particolarmente i propri interessi poltici. “Sorprende che il giovane consigliere Di Giuseppe abbia impiegato 17 minuti dei suoi 30 a disposizione per farmi pubblicità, perché se qualcuno ancora non sapeva della mia candidatura, adesso lo sa», ha tenuto a evidenziare l’ex primo cittadino, «lui dice Pavone di qua, Pavone di là, ma il problema per Di Giuseppe è che, all’interno del suo partito, lo hanno buggerato a livello locale, provinciale e regionale. Un altro dato certo è che, se non mi fossi candidato io con Azione – perché me lo hanno richiesto – in questa città non ci sarebbe nessun candidato né nel centrosinistra né nel centrodestra alle provinciali e forse neanche alle regionali». Pavone ha concluso spiegando che «La città di Roseto, la più grande nella provincia dopo Teramo, non ha nessun candidato tranne la persona che si è messa a disposizione non per le poltrone, dunque, perché il consigliere provinciale non prende neanche il rimborso spese».
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