Pavone contesta i conti: «Il Comune si indebita»

21 Agosto 2018

L’ex sindaco sul bilancio dell’ente dopo l’annuncio dell’attivo di 500mila euro «Io ho ridotto il rosso da 40 a 34 milioni, Di Girolamo ha già fatto mutui»

ROSETO. «Finalmente il sindaco è soddisfatto perché in cassa ha 500mila euro di attivo, ma solo a spese di cittadini e turisti, con una politica vessatoria, ossia aumenti incredibili della Tari, i parcheggi a pagamento e la tassa di soggiorno». A dirlo è il consigliere d’opposizione, ed ex sindaco, Enio Pavone, dopo l’annuncio del suo successore Sabatino Di Girolamo dell’attivo sul conto corrente del Comune di 500mila euro. Un attivo che non si registrava da sei anni. Pavone, però, fa notare che il debito dell’ente, che durante la sua amministrazione era sceso dai 40 milioni di euro del 2011 ai 34,5 del 2016, sta risalendo. «Io avevo ridotto le spese per il personale di ben un milione di euro dal 2011 al 2016», precisa Pavone, «e invece loro in due anni hanno fatto risalire il debito con due milioni di mutui già fatti e l’assunzione di ben quattro persone in più rispetto a noi».
L’ex sindaco, poi, entra nel merito della riscossione da parte del Comune di 450mila euro dai morosi: soldi che però, secondo Pavone, rappresentano un pagamento naturale di debiti da parte dei cittadini che, una volta ottenuta l’ingiunzione di pagamento, hanno deciso di mettersi in regola. «Non è stata quindi, come dice Di Girolamo, opera dell’ufficiale di riscossione», spiega Pavone, «che agisce solo in caso di recupero forzato, che è altra cosa». L’attuale amministrazione ha sempre affermato che l’ex sindaco Pavone, con la sua amministrazione, aveva lasciato uno scoperto di cassa che Di Girolamo è stato costretto a ripianare, in questi primi due anni, con una politica vessatoria. Uno scoperto di cassa che Pavone ammette, spiegandone però i motivi. «Al passaggio di consegne a luglio 2016», afferma Pavone, «c’erano 4 milioni e 300mila euro di scoperto in banca dovuto per più della metà però, circa 2 milioni e 700mila euro, alla mancata riscossione della tassa dei rifiuti perché da gennaio a giugno 2016 non avevamo emesso gli avvisi di pagamento per la Tari. Quindi il reale scoperto di cassa era di circa 2 milioni».
Oltre al bilancio l’ex sindaco commenta i primi due anni di amministrazione Di Girolamo, a suo giudizio fallimentare sotto molti aspetti, primo fra tutti il turismo, con la mancata attivazione del servizio di bike sharing. «Sul bike sharing hanno proprio toppato», evidenzia Pavone, «il servizio, nato con l’amministrazione Di Bonaventura, era stato potenziato da noi, con l’accordo con due privati che ci regalarono 150 biciclette. Abbiamo sempre sostenuto l’associazione ‘Rosetani in bici’ e i turisti apprezzavano molto. Ora invece hanno esagerato con questi bandi, proponendo addirittura a giugno un prezzo di 10 mila euro più Iva, e infatti non si è presentato nessuno». Critiche anche per l’ufficio Iat, con orari d’apertura d’ufficio e la chiusura sabato e domenica. «Un paese turistico con lo Iat mozzato perde tanto», aggiunge Pavone, «noi abbiamo proposto in consiglio di copiare la nostra idea, ovvero prendere dei ragazzi all’istituto Moretti, indirizzo turismo, per degli stage formativi, offrendo così un servizio al turista».
L'ex sindaco, infine, ricorda anche che, se questa amministrazione avesse appoggiato il project sulla pubblica illuminazione, ora Roseto già avrebbe un nuovo impianto, oltre a tante altre cose. «Io giudico la loro politica come la ‘politica del dispetto’», conclude Pavone, «vedremo se ora le cose cambieranno davvero».
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