Pavone sul Borsacchio «La vicenda è poco chiara»

24 Dicembre 2015

Roseto, il sindaco commenta così il commissariamento della riserva naturale mentre il Pd attacca: «Questa amministrazione sta bloccando la città»

ROSETO. «Come già accaduto con altre vicende in passato, solo una volta che avremo un quadro preciso, completo e reale della situazione sarà nostra premura fare chiarezza sull’intera vicenda dinanzi alla stampa e alla città visto che, al momento, questa presenta più di un aspetto poco chiaro e necessità di più di un approfondimento da parte della nostra amministrazione e dei competenti uffici». Così il sindaco Enio Pavone sul commissariamento della riserva naturale del Borsacchio da parte della giunta regionale, la cui delibera risale a ieri l’altro: una vicenda di cui lui stesso dichiara di essere all’oscuro così come la sua maggioranza.

La questione ha dato lo spunto alle forze di opposizione di affondare la lama. «In questi quasi cinque anni Roseto è cambiata di molto ma in peggio», si legge infatti in una nota del Pd, «a completare questo tristissimo primato è arrivato il commissariamento da parte della giunta regionale della riserva naturale del Borsacchio a causa dell’immobilismo e dell’incapacità della giunta Pavone che, invece di approvare il piano di assetto naturalistico promesso per l’autunno di tre anni fa, altro non ha fatto che mettere dei cartelli in legno per delimitare il nuovo perimetro approvato dalla giunta regionale Chiodi». Solo un’operazione di facciata, secondo il Pd locale, mentre i passi più importanti affinché la riserva decollasse non sono stati ancora fatti. «Il lavoro degli anni passati non è servito a questa amministrazione», incalza la nota del Pd, «che si è limitata solamente a un taglia e cuci del perimetro della riserva fatto proprio, poi, dalla giunta regionale Chiodi nonostante sollecitazioni ed un esposto presentati dal Pd. Per il resto si è resa necessaria la nomina di un commissario che supplisse le carenze e il non fatto da Pavone, Norante e compagni».

Una politica del ‘non fare’, secondo il Pd rosetano, che avrebbe avuto ripercussioni negative anche sull’urbanistica. «Siamo sempre più convinti delle difficoltà politiche e dei malumori interni che rendono ingovernabile la città», conclude la nota, «il centrodestra targato Pavone-Norante è ormai in caduta libera e non riesce più a gestire né la cosa pubblica né i componenti della maggioranza sempre più divisi sui temi urbanistici. A farne le spese questa volta sono stati i balneatori, che attendono il recepimento da parte del consiglio del nuovo strumento demaniale regionale per adeguare le loro strutture alla nuova normativa in vista della prossima stagione turistica. Peccato, però, che per le beghe interne alla maggioranza bisognerà attendere ormai il nuovo anno». Federico Centola

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