Paziente morto, si va a processo Sotto accusa il medico no vax

Il giudice accoglie la richiesta di giudizio immediato per omicidio colposo, prima udienza a luglio L’autopsia ha confermato il decesso causato da problemi al cuore e ha escluso il Covid
TERAMO. Sarà un processo ad accertare la verità, almeno quella giudiziaria, dopo che la Procura ha impacchettato le accuse, chiesto e ottenuto il giudizio immediato. In seguito al deposito di un primo stralcio della consulenza sull’autopsia e nei tempi previsti dal rito dell’immediato che salta l’udienza preliminare, c’è un processo a scandire un primo epilogo nell’inchiesta giudiziaria su Roberto Petrella, il medico teramano no vax da febbraio agli arresti domiciliari dopo la morte di un paziente il cui corpo è stato riesumato e sottoposto ad autopsia. I pm Stefano Giovagnoni e Silvia Scamurra, titolari del fascicolo, nei giorni scorsi hanno chiuso le indagini contestando al medico l’ipotesi di omicidio colposo e chiedendo l’applicazione del giudizio immediato. Richiesta già accolta dal gip Marco Procaccini con la prima udienza del processo fissata per il 6 luglio.
L’accusa della procura
e le tappe del caso
Il medico teramano, da febbraio agli arresti domiciliari, è accusato di omicidio colposo per la morte di Gennaro Sances, camionista casertano di 68 anni, che dal 2020 era in cura da Petrella e che a dicembre è morto. L’uomo e la compagna, come da questa riferito agli investigatori, avevano visto su Facebook diversi video del medico teramano e l'avevano contattato per un consulto. Da quel momento il camionista ne era diventato un paziente. L'uomo più volte sarebbe stato a Teramo per farsi visitare. Da ottobre i contatti sarebbero stati solo telefonici. L'ultima volta la mattina del decesso, l’8 dicembre scorso, quando – sostiene l’accusa – Petrella avrebbe prescritto al paziente, che accusava febbre alta e malesseri diffusi da giorni, vitamine e integratori a base di funghi, sconsigliandogli di recarsi in ospedale. Il medico, in un lungo interrogatorio di garanzia davanti al gip alla presenza del suo avvocato Tommaso Navarra, si è difeso sostenendo di non aver fatto morire nessuno e di aver detto alla moglie del paziente di chiamare l’ambulanza. Diversa la ricostruzione fatta dai magistrati sulla base delle intercettazioni telefoniche. Il medico è ancora ai domiciliari dopo la nuova misura chiesta ed ottenuta dalla Procura teramana dopo che gli atti sono arrivati dalla Procura calabrese. Il gip di Catanzaro nell’emettere la prima ordinanza di custodia cautelare si era dichiarato territorialmente incompetente in considerazione del fatto che, ritiene l’autorità giudiziaria, la presunta condotta omissiva del medico sia avvenuta a Teramo con le telefonate intercorse tra Petrella e i familiari del paziente deceduto.
la riesumazione
e i primi esiti dell’autopsia
Non è ancora la consulenza completa su riesumazione e autopsia, ma è una prima informativa quella rimessa in Procura nei giorni prima di Pasqua sull’esito dell’esame svolto dall’anatomopatologo Antonio Tombolini dopo il passaggio dell’inchiesta a Teramo. L’ informativa, con i risultati degli esami istologici, ha confermato che il paziente è morto per un infarto acuto al miocardio ed ha escluso ogni ipotesi legata al Covid. Il deposito di tutta la consulenza è prevista tra qualche settimana. Intanto nei giorni scorsi il medico teramano ha impugnato davanti ai giudici del Tar, il tribunale regionale amministrativo, entrambi i provvedimenti che nelle settimane scorse gli sono stati notificati a distanza di poche settimane l’uno dall’altro dall’Ordine provinciale dei medici che lo ha sospeso dalla professione prima per la mancata vaccinazione anti Covid e poi per l’inchiesta giudiziaria in corso.
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