Pd-Articolo 1, scontro sull’Ente porto

Mariani, Pepe e Monticelli chiedono di rivedere le nomine. Il presidente Verticelli: «Se vogliono mi faccio da parte»
GIULIANOVA. La prima guerra tra il Pd e il movimento degli scissionisti Articolo 1 scoppia sull’Ente Porto di Giulianova. I consiglieri regionali del Pd Sandro Mariani e Luciano Monticelli e l’assessore Dino Pepe hanno scritto una lettera al presidente della Regione Luciano D'Alfonso, al presidente della Provincia di Teramo Renzo Di Sabatino e ai segretari regionale e provinciale del partito, Marco Rapino e Gabriele Minosse, chiedendo un’attenta valutazione della situazione politica che si è venuta a creare al’Ente porto di Giulianova dopo il passaggio ad Articolo 1 del presidente Marco Verticelli e del consigliere Gian Luigi Core, entrambi nominati in quota Pd. Nella lettera i tre esponenti Dem affermano che questo passaggio, avvenuto poco dopo la nomina, «desta non peregrini sospetti di opportunismo nella scelta dei tempi in cui manifestare la legittima espressione di un non più sanabile dissenso con la linea politica del Partito democratico».
Verticelli, che dice di essere rimasto inizialmente interdetto dal contenuto della lettera, commenta così l’iniziativa del tre esponenti del suo ex partito: «Se il Pd ritiene che il mio orientamento culturale e politico sia dannoso per il futuro del porto di Giulianova e dei rilevanti problemi esistenti, è mio dovere avviare con i soci del consorzio (in cui la Regione ha la quota di maggioranza relativa, ndr) un sereno confronto con la disponibilità da parte mia a restituire il mandato ricevuto dall'assemblea. Per essere chiaro fino in fondo, la mia volontà sarà esplicitata già dalle prossime ore quando avrò esplicito mandato dal consiglio di amministrazione per una rapida convocazione dell'assemblea consortile che dovrà deliberare su diversi adempimenti, ma potrà essere la sede per una verifica della fiducia a suo tempo caduta sulla mia persona. Ho creduto che la mia nomina fosse dipesa da una valutazione legata ad esperienza e competenza, ma prendo atto che per gli estensori della lettera così non è. Se i soci mi confermano che la posizione che occupo spetta ad un iscritto al Pd, non esiterò un solo istante a lasciare. Respingo l'accusa di opportunismo e i tempi rapidi della scissione sono i migliori testimoni di quanto affermo».
Altro socio del consorzio Ente porto è la Provincia e il presidente Di Sabatino sulla vicenda non si sbilancia più di tanto: «Nel momento del voto mi sono attenuto ai curricula dei candidati. Ovviamente c'è anche l'aspetto fiduciario che va valutato e così è stato nel momento della elezione». Più deciso il segretario provinciale del Pd Minosse, secondo il quale «Pepe, Mariani e Monticelli bene hanno fatto a sollevare il problema che ora va affrontato nei luoghi preposti. Si apre ora un dibattito politico come esige la situazione che si è creata».
Alfonso Aloisi
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