Pd, Di Sabatino pronto a fare un passo indietro

22 Marzo 2018

Il candidato sindaco indicato dai Democratici potrebbe gettare la spugna dopo la candidatura di D’Alberto a capo di un raggruppamento di liste civiche

TERAMO. Il Pd è arrivato al bivio decisivo. Nella riunione dell’Unione comunale di ieri sera il candidato sindaco designato Renzo Di Sabatino si è presentato rimettendo il mandato esplorativo che gli era stato affidato meno di una settimana fa. L’obiettivo prioritario di coagulare un’ampia coalizione di centrosinistra intorno al suo nome è sfumato con la presentazione della candidatura di Gianguido D’Alberto come espressione un civismo che pescherebbe consensi nella stessa area del Pd. La dirigenza Dem, guidata dal commissario Sandro Mariani, ha comunque insistito perché Di Sabatino non rinunciasse all’incarico e il confronto si è protratto fino a tarda ora.
L’entrata in scena come candidato sindaco di D’Alberto mette alle strette anche “Alleanza civica per Teramo”. Il raggruppamento delle cinque associazioni, pronte a schierare altrettante liste nelle prossime elezioni, non ha ancora sciolto il nodo su chi le rappresenterà come capo della colazione. All’interno delle singole componenti sono in corso consultazioni che, salvo imprevisti, condurranno i loro rappresentanti a un confronto decisivo fissato per il tardo pomeriggio di venerdì. In quella sede sarà definita l’intesa sul nome del candidato sindaco da ufficializzare il giorno dopo nell’assemblea programmatica già convocata. Il campo è stato da tempo ristretto a tre ipotesi. Oltre a D’Alberto, infatti, sono state messe sul tavolo le candidature di Giovanni Cavallari e di Maria Cristina Marroni, quest’ultima già parte dell’alleanza con la lista “Teramo 3.0” di cui è stata rappresentante nel consiglio comunale sciolto a inizio dicembre. Per la coalizioni, da mesi impegnata nella costruzione di un’alternativa agli schieramenti tradizionali che possa aspirare al successo elettorale, è fondamentale rimanere compatta e presentarsi con una scelta unanime. Su D’Alberto si concentrano le preferenze di almeno due delle cinque liste e l’ufficializzazione della sua candidatura, sostenuta da un comitato promotore trasversale che al momento ha superato le 70 adesioni, potrebbe dare la spinta decisiva all’investitura anche da parte dell’alleanza civica.
Sul fronte del centrodestra, invece, il coordinatore comunale della Lega Roberto Canzio rompe gli indugi e, in attesa che la trattativa per ricostruire la coalizione intorno al candidato sindaco ancora da trovare, mette sul tavolo le priorità programmatiche. In cima alla lista che l’istituzione di «una commissione consiliare permanente per monitorare quotidianamente le attività dell’ufficio speciale per la ricostruzione post sisma e dell’Ater in particolare per il centro storico e per la zona di Colleatterrato Basso che hanno registrato un gran numero di sfollati». Anche gli uffici comunali andranno riorganizzati a questo scopo, ma a detta di Canzio entro sei mesi dall’insediamento della nuova amministrazione sarà necessario adottare una variante al piano regolatore, procedendo alla retrocessione e riassegnazione delle aree edificabili con il contestuale varo di un regolamento per il verde pubblico. Tra le priorità della Lega figurano, inoltre, l’abbattimento delle barriere architettoniche in città e la revisione della raccolta differenziata dei rifiuti, sostituendo il “porta a porta” con un «sistema misto che consenta riduzioni importanti della Tari pagata da imprese e famiglie». Il prossimo quinquennio andrà anche concentrato sulle manutenzione alle quali destinare, osserva Canzio, «il 100% degli introiti derivanti dalla Bucalossi». Nel programma della Lega trovano spazio, inoltre, il rilancio del commercio, attraverso incentivi fiscali per l’insediamento di attività produttive, e del turismo, tramite il recupero del centro storico, nonché la valorizzazione della villa comunale e dei parchi fluviali. Per la Lega e poi necessario un nuovo teatro. «A breve presenteremo un’idea progettuale», conclude Canzio, «su cui aprire una discussione con i protagonisti della cultura teramana».
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