Pd diviso, Paolucci tira dritto sull’Asl unica

10 Dicembre 2015

A Castellalto l’assessore conferma il piano e non dà assicurazioni sul futuro dei reparti a rischio

TERAMO. Chi si aspettava di sentire la frase «La Asl unica si farà» dall’assessore alla sanità Silvio Paolucci è rimasto deluso. Ma nella sala consiliare di Castellalto, affollata soprattutto di operatori sanitari, ieri sera l’assessore nel suo lungo intervento ha sostanzialmente confermato che l’orientamento della Regione è proprio a favore della Asl unica, pur se resta un’apertura al dialogo. Oltre al sindaco di Castellalto Vincenzo Di Marco, che si è fatto promotore dell'incontro, sono intervenuti anche Marco Rapino, segretario regionale del Partito Democratico, e Anna Marcozzi, presidente dell'assemblea provinciale del Pd. È stata quest'ultima, nella duplice veste anche di primario dell’ostetricia e ginecologia del Mazzini, che si è fatta portavoce delle diverse perplessità dei medici, chiedendo se, ad esempio, la chiusura dei pronto soccorso sul territorio non porterà ad un aumento della mobilità passiva. Fenomeno questo, che ad oggi, secondo quanto ricordato da Marcozzi, corrisponderebbe nel solo Teramano al 45% dell'intera quota regionale. «Per quella che è la situazione provinciale, questo è l'unico territorio che non avrà segni meno, a partire dal pronto soccorso, dove ne rimarranno quattro su quattro», ha specificato Paolucci. Alla richieste di chiarimenti sulla sorte di altre unità operative della Asl teramana, Paolucci non ha voluto rispondere, sostenendo che non è il momento dei localismi. Una delle motivazioni usate da Paolucci a favore della Asl unica è la centralizzazione dei servizi prevista da norme statali che in qualche modo porterebbe verso questa scelta. E comunque, in conclusione l'assessore ha specificato che è stato «previsto un regime di avvicinamento a questa centralizzazione che varierà dai 18 ai 24 mesi», proprio perchè non si vuole «compromettere la qualità dei servizi».

A distanza, il capogruppo del Pd in Regione, Sandro Mariani, contrario alla Asl unica, dà una stoccata a Paolucci: «Apprendiamo con piacere che l’assessore Paolucci è venuto in provincia di Teramo, ma non abbiamo bisogno delle sue lezioni, visti i risultati nelle ultime elezioni comunali a Chieti». Il riferimento è alla sonora sconfitta della sua coalizione nel suo collegio elettorale.

Intanto sulla chiusura del day hospital di endocrinologia di Atri intervengono i consiglieri regionali teramani di opposizione. Per Paolo Gatti, Giorgio D’Ignazio, Gianni Chiodi e Mauro Di Dalmazio «il reparto è stato de facto messo nelle condizioni di dover chiudere per mancanza di personale e per la superficialità con cui la Regione ha gestito la questione del concorso per l'assunzione dei nuovi endocrinologi. Consideriamo questo un comportamento scellerato ed irresponsabile visto il livello di eccellenza raggiunto dal reparto guidato dal dottor Raggiunti nell’erogazione di servizi essenziali per i cittadini, riconosciuto anche sul piano internazionale e l'importante contributo che ha fornito alla mobilità attiva della Regione, attirando pazienti da tutta Italia. Gli interventi parcellizati e disorganici messi in atto nel campo sanitario paiono privi di criterio e di logica e rischiano di rivelarsi un boomerang i cittadini, privandoli della possibilità di accedere a cure essenziali per la propria salute». L’invito al governatore Luciano D’Alfonso e Paolucci è a tutelare «con ogni mezzo possibile i centri di eccellenza affinché gli abruzzesi possano finalmente ricevere le tanto promesse 'coccole'».©RIPRODUZIONE RISERVATA