Pd e Cittadino Governante: «Piano spiaggia da bocciare»
GIULIANOVA. «Costantini, Giorgini e Di Carlo vogliono il modello Ostia sull’arenile giuliese». A criticare l’amministrazione è il gruppo del Cittadino Governante in seguito all’adozione del piano...
GIULIANOVA. «Costantini, Giorgini e Di Carlo vogliono il modello Ostia sull’arenile giuliese». A criticare l’amministrazione è il gruppo del Cittadino Governante in seguito all’adozione del piano spiaggia nell’ultimo consiglio comunale e alla bocciatura di 27 emendamenti sui 29 presentati dagli stesso. «Nessun consigliere di maggioranza ha preso la parola», continua il gruppo di minoranza nella nota, «per confrontarsi sulle proposte fatte dal nostro gruppo consiliare a difesa dell’arenile di Giulianova, e poi al momento del voto, con la forza bruta dei numeri, i consiglieri di maggioranza e i consiglieri indipendenti Valentina Piccione e Federico Montebello hanno detto no a quasi tutti i nostri emendamenti». Il Cittadino Governante annuncia che presenterà osservazioni al nuovo piano spiaggia. I tre consiglieri di opposizione, guidati da Franco Arboretti, non avrebbero voluto né impianti sportivi né piscine, elementi previsti nel nuovo piano spiaggia: «I nostri emendamenti», prosegue nella nota il Cittadino governante, «avevano lo scopo di tutelare sotto il profilo ambientale e paesaggistico una delle porzioni più belle e delicate del nostro territorio, e di promuovere un’economia florida e duratura, con scelte a favore del turismo sostenibile: ma la maggioranza ha scelto di imporre alla città un modello arretrato, perdente, rapace e poco sostenibile». Quindi così conclude, annunciando battaglia: «Non ci fermeremo. Giulianova non può e non deve diventare come quelle località marine dove, per accedere in spiaggia, devi pagare e basta».
Anche il coordinamento locale del Partito democratico (Patrizia Pomante, Vittorio Caputo e Antonmario Gioculano) interviene sul piano spiaggia: «Esprimiamo la nostra aperta contrarietà al piano demaniale comunale. Il disegno dell’amministrazione annulla tutte le scelte responsabili, prese nel corso degli anni, per realizzare un’effettiva sostenibilità urbana; autorizzando l’ampliamento degli stabilimenti e la riduzione delle distanze minime richieste e la costruzione di piscine, pontili, e parchi acquatici, si ignora quello che sarà l’impatto visivo e ambientale». Secondo il Pd locale, si decide così di «non tutelare il paesaggio litoraneo per favorire interessi particolari, in aperto conflitto con quelli generali».(s.g.)

