Pd e M5S: il contratto di quartiere Cona favorisce solo i privati

4 Febbraio 2015

La giunta approva la riformulazione, la minoranza protesta Fra gli interventi lo spostamento della centrale elettrica

TERAMO. La rimodulazione del contratto di quartiere della Cona scatena dubbi e proteste da parte dell'opposizione. E' l'effetto prodotto dalla riesumazione dell'intervento urbanistico pubblico-privato concepito nel 2004, con l'allora sindaco Angelo Sperandio e l'amministrazione di centrosinistra.

Questo in origine prevedeva la realizzazione di nuovi appartamenti di edilizia convenzionata affiancata da opere d'interesse collettivo come il recupero dell'ex fornace Scimitarra e lo spostamento della centrale elettrica da cui ricavare lo spazio per una piazza. Il "contratto" è rimasto per qualche anno sulla cresta dell'onda, tra primi adempimenti burocratici e trattative riguardanti soprattutto la parte di maggiore valenza pubblica, fino a quando non si è inabissato. Lo spostamento della centrale e la realizzazione della piazza al suo posto è già da tempo diventato una chimera, di cui ogni tanto si è parlato solo per evidenziare le difficoltà dell'intervento dovute soprattutto ai costi. A ridare slancio e visibilità all'operazione è stata la riformulazione del "contratto" approvata nei giorni scorsi dalla giunta su proposta dell'assessore all'urbanistica Mario Cozzi. Per il Pd, però, l'iniziativa è da ricondurre non alla programmazione dell'ente ma «alla volontà esclusiva del partner privato che ha effettuato sostanziali ed importanti modifiche rispetto al progetto originario sostenuto con finanziamenti pubblici e approvato dal consiglio». Da qui, dunque, derivano una serie di contestazioni e quesiti rivolti all'amministrazione. «Non sono riportate con chiarezza le risorse pubbliche che sono state finora spese e per quali finalità», afferma il gruppo consiliare del Pd, «dove è questa la trasparenza tanto cara a Cozzi?». La nuova versione del "contratto", a detta dei democratici, intacca la parte d'interesse pubblico concedendo al partner, il consorzio Ccii Casa, di trasfomare l'ex fornace in locali commerciali. «Che fine ha fatto il “progetto percorso scuole", i fondi pubblici sono stati concessi anticipatamente al Comune?», domanda il Pd, «il privato ha ottemperato agli obblighi derivanti dalla convenzione? Perché l’amministrazione non ha preteso garanzie?». I consiglieri chiedono garanzie per i cittadini della Cona e ritengono necessario un nuovo passaggio del "contratto" in consiglio. La stessa sollecitazione arriva dal Movimento 5 stelle secondo cui va il più possibile preservato lo «spirito originario dell'intervento» finalizzato a migliorare la vivibilità del quartiere. I grillini, come il Pd, si riferiscono in particolare al trasferimento di volumetrie che interesserà l'area a ridosso dell'ex fornace evidenziando che questo non deve sottrarre spazi o funzioni alla collettività. «Chiediamo quindi precise garanzie all'amministrazione affinchè l'avallo di tale soluzione sia effettuata, al di la delle autorizzazioni sovracomunali che ancora mancano», sottolinea il M5s, «soprattutto nell'ottica di un reale miglioramento della fruizione degli spazi pubblici da parte dei residenti e non di un incondizionato appoggio alle mutuate esigenze del costruttore».

Gennaro Della Monica

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