Pd e Pdci: sul nuovo depuratore il sindaco mente

TORTORETO. Il depuratore delle polemiche continua a mietere discordia a Tortoreto. «E’ stato adottato un metodo di procedere assolutamente unilaterale, clandestino, escludente ed arbitrario nei...
TORTORETO. Il depuratore delle polemiche continua a mietere discordia a Tortoreto. «E’ stato adottato un metodo di procedere assolutamente unilaterale, clandestino, escludente ed arbitrario nei confronti dell’opposizione e soprattutto della cittadinanza, tenuta all’oscuro dei fatti»: questa la durissima nota firmata dalle sezioni locali del Pd e del Partito dei comunisti italiani, che continuano così il botta e risposta con l’amministrazione comunale, replicando alle parole con cui il sindaco Alessandra Richi nel fine settimana scorso ha ribadito che l’opera da oltre cinque milioni e mezzo di euro sarà realizzata lì dove è stato programmato, tra il viadotto autostradale del Salinello ed il centro abitato di Salino. A riaccendere gli animi sullo scottante tema del nuovo impianto, era stata pochi giorni fa una lettera dell’ambientalista Franco Coccia che, a nome anche di alcuni residenti della frazione di Salino, chiedeva di rimettere in discussione il sito scelto per il depuratore visti i disagi che potrebbe causare alla popolazione e alle attività commerciali. Il primo cittadino aveva ricordato di aver indetto un incontro con le opposizioni politiche a settembre, proprio per condividere l’azione del Comune.
A questo, ora rispondono ancora Pd e Pdci: «A smentita di quanto dichiarato dal sindaco nella nota apparsa sulla stampa, non risulta alcun coinvolgimento e alcuna condivisione del progetto depuratore da parte del gruppo consiliare “Tortoreto nel Cuore”. C’è stato un incontro con i capigruppo convocato dal presidente del consiglio comunale a settembre, dove l’opposizione ha preso visione della parziale documentazione presentata, ma ha espresso unitariamente dubbi e forti perplessità. Inoltre, se lo stesso sindaco oggi dice che non si può tornare indietro perché l’iter procedurale si è concluso nel marzo 2014, a cosa serviva quella riunione di settembre? In ragione di questi fatti e poca trasparenza è stato necessario richiedere un consiglio comunale sul tema specifico».(l.t.)
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