Pd, l’ala di Ginoble è pronta a seguire Renzi nella scissione

TERAMO. È l’ala ginobliana del Pd teramano la più vicina alla scissione proclamata da Matteo Renzi. Nessuna presa di posizione ufficiale per il momento, l’ex deputato Tommaso Ginoble preferisce non...
TERAMO. È l’ala ginobliana del Pd teramano la più vicina alla scissione proclamata da Matteo Renzi. Nessuna presa di posizione ufficiale per il momento, l’ex deputato Tommaso Ginoble preferisce non dichiararsi, ma ha già segnato in agenda un appuntamento che ha un chiaro significato rivelatore. Lunedì 30 a Roseto, roccaforte dell’ex deputato ed ex assessore regionale, arriverà Ettore Rosato. Il vicepresidente della Camera è coordinatore nazionali dei comitati da cui è nato il progetto politico ‘Italia viva’ lanciato da Renzi. A rigor di logica, dunque, quello sarà l’incontro che terrà a battesimo il nuovo partito in provincia di Teramo. Dalla composizione della platea si capirà anche chi, tra dirigenti e amministratori Dem, aderirà allo scisma renziano. In ogni caso Ginoble rimanda a quell’occasione il pronunciamento sul proprio futuro politico che, salvo colpi di scena, sarà con ‘Italia viva’. Al suo fianco ci sarà nell’incontro di lunedì Simone Aloisi, consigliere e segretario comunale rosetano del Partito democratico che dunque andrebbe nella stessa direzione politica indicata dall’ex premier Pd.
Per le adesioni ufficiali, insomma, è ancora presto. Anche il segretario provinciale Gabriele Minosse non anticipa le sue mosse. «Sto riflettendo», spiega, «valuto una serie di situazioni». Non è da escludere la sua adesione a ‘Italia viva’, ma per ora nessuna decisione. «Altrimenti dovei dimettermi immediatamente dalla segreteria», sottolinea Minosse, «e ho già detto che lo farò il 31 ottobre». Fino a quel momento il segretario intende rimanere al proprio posto. Lascerà l’incarico con due anni di anticipo del proprio mandato perché, spiega, «il partito ha bisogno di un impegno a tempo pieno che non posso garantire». Gli altri ruoli di sindaco di Cortino e presidente del Bim, insomma, non consentirebbero a Minosse di dedicarsi appieno all’incarico politico. Il mandato del segretario, però, potrebbe chiudersi anche prima di fine ottobre. Da definire, infatti, resta il contenzioso interno al Pd che ha spinto una parte della dirigenza a chiedere il congresso anticipato. Saranno i vertici nazionali Dem a dire l’ultima parola, con la decisione che ormai è data per imminente. Minosse nel frattempo va avanti, ma guarda comunque con interesse al nuovo progetto politico. «Qualche cambiamento ci voleva», conclude, «soprattutto se nel partito dovessero rientrare quelli che sono andati via dopo 50 anni». Poco appeal la svolta renziana ha per ora suscitato nel gruppo consiliare teramano del Pd. Non sono previste ulteriori uscite, dopo quelle di Maurizio Verna ed Emiliano Carginari. Anche Flavio Bartolini, delegato all’assemblea nazionale Dem per la mozione Giachetti, quella più marcatamente renziana, rinnova la propria fedeltà al partito. «Sono sempre stato nel Pd e il mio cuore resta lì», afferma, «abbiamo responsabilità nei confronti degli elettori e comunque la decisione di avviare la nuova esperienza è stata accelerata». Il consigliere aspetta la Leopolda di ottobre convocata da Renzi per capire natura e prospettive di ‘Italia viva’. (g.d.m.)
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