Pd nella bufera, salterà il presidente del Bim

Il segretario provinciale e sindaco di Cortino Minosse vuole revocare Fieni come delegato del Comune
TERAMO. Il regolamento dei conti nel Pd è tutt’altro che finito. Il prossimo incarico a saltare sarà la presidenza del Bim. Ne farà le spese Moreno Fieni che a breve sarà costretto a lasciare l’ufficio nel quale si era insediato un anno e mezzo fa grazie a un accordo bipartisan tra il Pd, di cui è esponente, e il centrodestra.
Il presidente decadrà dall’incarico per effetto della revoca, già annunciata, di rappresentante del Comune di Cortino da parte del sindaco, nonché segretario provinciale dei Dem, Gabriele Minosse. Con il dietrofront di quest’ultimo, dunque, Fieni perderà in un colpo solo sia la delega al Bim che la carica di presidente. Sconterà così la lotta interna al Pd che ha già mietuto vittime nelle ultime provinciali, perse dal centrosinistra in netto vantaggio con il siluramento del candidato Giuseppe D’Alonzo, sindaco Dem di Crognaleto, e si è manifestata anche nella vicenda della conferma dei vertici dimissionari del Ruzzo. Fieni, in pratica, pagherà la vicinanza al capogruppo in Regione del partito Sandro Mariani e la rottura dei rapporti tra quest’ultimo e l’ex deputato rosetano Tommaso Ginoble. I due hanno preso strade diverse in occasione delle ultime comunali, quando il Pd è rimasto fino all’ultimo in bilico nel sostegno a uno dei due candidati d’area, Giovanni Cavallari e l’attuale sindaco Gianguido D’Alberto, entrambi fuoriusciti dal partito anche se in tempi molto diversi. Le provinciali di fine ottobre, con una parte dei grandi elettori Dem che hanno voltato le spalle a D’Alonzo, nel frattempo avvicinatosi a Mariani dopo ver condiviso le proprie sorti con Ginoble, ha fatto segnare il primo strappo evidente nel partito. Il patto tra Ginoble e Paolo Gatti ha retto al Ruzzo, isolando D’Alberto che aveva proposto la selezione pubblica per il rinnovo del Cda. Lo stesso asse a giorni farà fuori Fieni dal Bim. (g.d.m.)
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