Pd, Verna medita l’addio al partito e al gruppo consiliare

Non ha accettato la presidenza della commissione bilancio In aula martedì voto sulle linee programmatiche del sindaco
TERAMO. Le caselle delle nomine in Comune dopo le elezioni sono state riempite tutte, ma i conti interni alla maggioranza non tornano. Con la designazione del capogruppo del Pd e l’assegnazione delle presidenze di commissione, che sarà ratifica del consiglio di martedì, il quadro sugli incarichi è stato completato e la nuova amministrazione può entrare nel pieno dell’attività. Proprio le ultime scelte, però, hanno fatto riemergere i malumori mai superati dopo le nomine degli assessori da parte del sindaco Gianguido D’Alberto e l’elezione di Alberto Melarangelo del Pd alla presidenza dell’assise civica.
A pagare le prime conseguenze del malcontento potrebbero essere proprio i Dem, che hanno portato in aula otto consiglieri e tre assessori. A meditare l’abbandono del gruppo e del partito in cui milita da circa 15 anni sarebbe infatti Maurizio Verna. Rimasto fuori dalla girandola dell’attribuzione degli assessorati ed escluso dalla corsa per la presidenza del consiglio a vantaggio del collega di partito, il consigliere ha rifiutato nelle settimane scorse l’investitura a capogruppo e nelle ultime ore si è chiamato fuori anche dalla possibile assegnazione della guida della commissione bilancio.
Verna non sarà in corsa neppure per la rielezione in consiglio provinciale, dove nei mesi scorsi ha incassato la prima cocente delusione per la mancata nomina a vicepresidente e dunque ha messo un piede fuori dal partito e dal gruppo. Nel consiglio di martedì presenterà una mozione che sollecita iniziative condivise tra Comune e Provincia per gli interventi sulle scuole, ma resta in attesa di chiarimenti con il partito e la maggioranza a cui lega le decisioni sul suo futuro prossimo. Il banco di prova per la tenuta della coalizione sarà il voto, previsto per martedì, delle linee programmatiche illustrate dal sindaco, ma sarà comunque presto per conclamare prese di distanza dallo schieramento che ha vinto le elezioni a sorpresa meno di tre mesi fa. In aula saranno designati anche i presidenti di commissione. Il Pd ne avrà tre: Flavio Bartolini per il bilancio, Emiliano Carginari per manutenzioni e scuola e Martina Maranella per la cultura. Altrettante presidenze saranno affidate a “Insieme Possiamo” con Francesca Chiara Di Timoteo a lavori pubblici e urbanistica, Graziella Cordone al sociale e Lanfranco Lancione agli affari generali. La lista civica del sindaco dovrebbe ottenere la guida anche della commissione speciale pari opportunità con Ilaria De Sanctis, mentre per quella sulla sanità è stato fatto il nome di Vincenzo Cipolletti che però sarebbe restio ad accettare l’incarico. (g.d.m.)
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