Pecore sbranate, il sindaco: «Lupi attirati dai cinghiali»

CASTELLALTO. Pecore sbranate a Castellalto, il sindaco Vincenzo Di Marco scrive alla Regione e alla polizia provinciale. Il caso dei 16 ovini tra pecore e agnelli uccisi nella notte tra martedì e...
CASTELLALTO. Pecore sbranate a Castellalto, il sindaco Vincenzo Di Marco scrive alla Regione e alla polizia provinciale. Il caso dei 16 ovini tra pecore e agnelli uccisi nella notte tra martedì e mercoledì nell’azienda agricola Gramenzi ha suscitato parecchia preoccupazione fra la popolazione, soprattutto fra chi alleva animali nella zona.
Il sindaco Di Marco parla di «un branco lupi che già da diverso tempo vaga tra le campagne di Castellalto nelle frazioni di Guzzano, Feudo, Castelbasso, Castellalto capoluogo e Santa Lucia». Nel caso dell’ultima aggressione il sindaco ha fatto subito un sopralluogo nell’allevamento. «Sono stato chiamato dall'allevatore e subito dopo di me è arrivato il servizio veterinario della Asl che ha certificato l'aggressione e il decesso degli animali a causa dei lupi», racconta il primo cittadino, «avevo già segnalato alla Forestale la presenza di lupi, che ricordo sono una specie protetta, circa una settimana fa in quanto mi erano pervenuti dei filmati da parte di cittadini che attestavano la presenza dei lupi nell'abitato di Guzzano. Stamattina (ieri per chi legge, ndr) ho inviato formale nota di richiesta di intensificazione dell'abbattimento dei cinghiali alla polizia provinciale. Perché questi ultimi sono presenti in gran numero e a detta di esperti del settore caccia della Regione Abruzzo, pare che i lupi seguano le prede nel flusso migratorio di queste ultimi dalla montagna verso le zone collinari». In sostanza i lupi seguirebbero i cinghiali.
«Sto seguendo la questione da un po’ di tempo: negli ultimi due anni», conclude Di Marco, «si sono verificate una decina di aggressioni di questo tipo e negli ultimi 4 mesi il fenomeno si è intensificato, visti i rapporti della polizia locale di Castellalto. Gli allevatori hanno diritto al ristoro da parte della Regione dei danni subiti, ma credo che vadano anche attivati sistemi di prevenzione in quanto è necessario tutelare oltre che le specie protetta, anche, e soprattutto gli allevatori, molti dei quali in questo periodo di crisi fanno già una gran fatica a garantire per se e per la propria famiglia delle entrate economiche». (a.f.)
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