Peculato, cade l’accusa per la moglie di Caporale

19 Aprile 2015

Doveva rispondere di rimborsi non dovuti per la sua carica di direttore Resta indagato il marito, archiviazione anche per un altro dirigente

TERAMO. Resta solo l’ex direttore dello Zooprofilattico Enzo Caporale nell’inchiesta sui rimborsi non dovuti che lo vedeva indagato insieme alla moglie Rossella Lelli e a un dirigente dello Zooprofilattico, Paolo Dalla Villa, erano finiti sotto inchiesta per l’ipotesi di truffa e peculato. Su richiesta dello stesso magistrato titolare del fascicolo, il sostituto procuratore Greta Aloisi, il giudice per le indagini preliminari Domenico Canosa ha disposto l’archiviazione per Lelli – difesa dall’avvocato Gennaro Lettieri – e Dalla Villa, mentre sul conto di Caporale non è stato preso finora alcun provvedimento. Oggetto delle indagini, condotte all’epoca dalla guardia di finanza, erano i rimborsi per le spese sostenute nei viaggi istituzionali con l’utilizzo delle carte di credito per acquistare biglietti aerei e pagare cene di rappresentanza. Rossella Lelli – che sostituì il marito nell’incarico di direttore dell’istituto quando Caporale andò in pensione – era indagata per avere utilizzato indebitamente la carta di credito aziendale per il pagamento di voli per Parigi (dove doveva recarsi per motivi di ufficio) in classe business, mentre il rimborso si sarebbe dovuto limitare al costo della classe economica. In realtà all’epoca dei viaggi contestati (settembre e novembre 2001), non era ancora in vigore il regolamento interno che prevedeva appunto il rimborso solo per la classe economica e quindi, ha osservato il pm, non c’è stato alcun dolo da parte dell’indagata. Che però deve rispondere anche di altri episodi, che riguardano sempre il presunto utilizzo indebito della carta di credito aziendale per spese di vitto e alloggio, per i quali il pm Alosi ha trasmesso gli atti alla procura di Roma, competente per territorio. Per quanto riguarda invece il dirigente Dalla Villa, questi doveva rispondere solo dell’indebito acquisto di una caciotta; anche per lui è arrivata l’archiviazione perché la somma in questione è talmente modesta da escludere alcuna rilevanza penale.

Chiusa dunque la vicenda giudiziaria per due dei tre indagati, resta sospesa la posizione di Caporale. A lui viene contestato il pagamento di tre cene e l’acquisto di alcuni biglietti aerei per Parigi, dove ha sede l’Oie, l’organizzazione mondiale della sanità animale di cui Caporale era membro del direttivo, oltre che presidente di una commissione scientifica. Secondo l’accusa Caporale si sarebbe fatto rimborsare i viaggi anche se l’Oie prevede il pagamento delle spese per i suoi componenti. Caporale si è sempre difeso sostenendo che si era trattato di un disguido con gli uffici amministrativi e di avere restituito le somme all’istituto.

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