Pediatra di base si ritrova con 48 bimbi

25 Luglio 2016

S. Omero, diffida la Asl perché faccia rispettare i tetti di iscritti ai colleghi. Di Giosia: il massimo è 1.180, nessuno lo supera

SANT’OMERO. Si è trasferita dalla Sicilia a Sant’Omero e a luglio dello scorso anno ha aperto il suo studio da pediatra. Rosalia Forestieri ha infatti partecipato a un bando della Regione per coprire una “carenza” per un posto da pediatra di libera scelta a Sant’Omero. Ma la brutta sorpresa è che di bambini da assistere ce ne sono davvero pochi.

Sin da subito la dottoressa di è accorta di avere ben pochi assistiti: qualche mese fa ammontavano a 48. Un’inezia rispetto agli altri colleghi della Vibrata, che viaggiano su quote che vanno da un minimo di 734 a un massimo di 1.075. La pediatra ora chiede alla Asl che si elimino le cosiddette “deroghe” ai limiti posti dal contratto nazionale, che fissa un tetto di 800 assistiti. Richiesta che viene rivolta anche alla Regione. In effetti nel bacino d’utenza della Val Vibrata ci sarebbero almeno 1.100 bambini, assegnati in deroga – i motivi possono essere diversi, ad esempio l’esistenza di un fratello già iscritto con un determinato pediatra – ad altri medici. La pediatra si è rivolta a uno studio legale romano, agli avvocati Alfredo Galasso e Licia D’Amico, per tutelare i propri interessi. E ha presentato una diffida stragiudiziale alla Asl chiedendo che «vengano adottati i provvedimenti necessari a integrare il numero di bambini e bambine da affidare alle sue cure nei termini ora indicati o comunque in misura congrua a giustificare la dichiarazione di zona carente e conseguentemente la domanda di detta pediatra. In caso di persistente inottemperanza a quanto richiesto, saremo costretti ad adire la via giudiziaria per la tutela degli interessi della dottoressa Forestieri, lesi nel suo diritto di svolgere pienamente e dignitosamente la propria professione alle condizioni e nei termini risultanti dalla deliberazione citata».

In particolare i legali rilevano, citando anche un parere della Sisac (struttura interregionale sanitari convenzionati) «un palese atto di ingiustizia e di violazione in particolare del diritto a lavoro, da garantire in particolare quando esso viene compromesso da un comportamento della pubblica amministrazione che ha alimentato una legittima aspettativa attraverso un avviso pubblico preciso e circostanziato».

Di diverso avviso la Asl, che precisa di aver sviscerato a fondo la questione, in una serie di riunioni a livello locale e regionale. «Siamo di fronte a un’errata interpretazione delle norme in materia», afferma Maurizio Di Giosia, direttore amministrativo della Asl, «il contratto collettivo parla di un massimale di 800 mutuati, ma con le deroghe si può andare oltre. L’accordo integrativo regionale, e quello abruzzese è uno dei più restrittivi, fissa il tetto massimo a 1.180 assistiti. La norma è chiara. E in Vibrata nessuno dei pediatri di libera scelta supera questo tetto». (a.f.)

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