Pedicone della Las compie 80 anni Auguri sui giornali dai dipendenti

29 Gennaio 2020

TORTORETO. L’imprenditore Giulio Pedicone, patron del gruppo Las, il regalo più bello per i suoi 80 anni lo ha sicuramente ricevuto dai suoi dipendenti. «Collaboratori», come li chiama lui, che...

TORTORETO. L’imprenditore Giulio Pedicone, patron del gruppo Las, il regalo più bello per i suoi 80 anni lo ha sicuramente ricevuto dai suoi dipendenti. «Collaboratori», come li chiama lui, che hanno comprato pagine sui quotidiani locali per fargli gli auguri nel giorno del compleanno.
Pedicone deve a una speciale scrivania per le “commissioni d’ordine” – da lui realizzata e presentata nei primi anni settanta alla Fiera del Levante – l’ascesa come imprenditore del mobile e, dagli anni novanta, anche del divertimento. I primi passi (era il 25 agosto 1951 e aveva poco meno di 12 anni), come apprendista in una falegnameria artigiana a Teramo e poi operaio nel mobilificio Vespasiani di San Benedetto del Tronto. La tappa alla Fiera del Levante segna, però, la svolta. Pedicone porta la sua scrivania stregando un committente arabo che ne ordina un container. Nel 1976 fonda la Las. Il patron del mobile non si accontenta di incollare pannelli, lamine, tamburati e truciolati ma progetta, idea, innova aprendo al mercato internazionale dell’arredamento per ufficio. Sono gli anni della locomotiva Italia capace di mietere affari ed investire. Pedicone costruisce capannoni industriali dentro cui crea mobili ma anche store del prodotto finito al dettaglio fino alle aziende a supporto della Las come la Metalway. Nei decenni ha dato lavoro a centinaia di persone dando il pane a numerose famiglie. Nel frattempo, concretizza l’altro suo pallino: il divertimento. Nascono la discoteca Plaza e poi la sua declinazione estiva Extè, fino all’Acquapark Ondablu. Ama i giovani ma anche il ballo e fonda il dancing Blumax e a Porto D’Ascoli il Mito, regno della musica a tutto tondo. «La mia forza sono la famiglia e i miei collaboratori», dice Pedicone, «non amo definirli dipendenti perché sono parte della mia vita. Vorrei, invece, che la politica sostenesse l’impresa. Solo chiacchiere finora. Se togli il pane a tuo figlio, questi non cresce: questo sta accadendo al mondo produttivo italiano» .(a.d.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .