Pensione pignorata Teramana denuncia Equitalia e Poste

1 Agosto 2015

Esposto in procura: «Per legge non possono prendere tutti i soldi e togliermi l’unica fonte di sostentamento»

TERAMO. Accusa Equitalia di averle pignorato il conto corrente con la pensione, unica sua fonte di sostentamento, e per questo una vedova teramana di 79 anni si rivolge alla procura. E’ una storia ancora tutta da scrivere quella che l’anziana, assistita da un legale, racconta in tre pagine di esposto. La donna contesta il fatto che, per vecchi debiti, le sia stata pignorata tutta la pensione (circa mille euro) depositata su un conto corrente postale cointestato con un altro familiare.

Secondo l’anziana «la pensione non può essere pignorata per intero ma nei limiti del 50%». Nell’esposto la donna denuncia sia l’Equitalia sia le Poste. «Nel caso di conto cointestato», scrive la donna nella denuncia, «Equitalia non può attivarsi con la procedura speciale che le consente di bloccare il 100% del conto senza passare dal tribunale e, quindi, senza l’udienza di assegnazione delle somme. Infatti, il conto bancario o postale cointestato rientra tra i cosiddetti beni comuni indivisi la cui espropriazione può avvenire solo davanti a un giudice il quale è tenuto a controllare la regolarità delle operazione di divisione. La diversità di disciplina si giustifica per il fatto che se Equitalia procedesse secondo la normale riscossione esattoriale finirebbe per pignorare l’intero conto, il cui 50% però appartiene a un soggetto che non è debitore». La donna, oltre ad Equitalia, denuncia anche l’impiegata delle Poste che, si legge nell’esposto, «nonostante avesse verificato tramite estratto conto che i soldi sul conto corrente erano relativi alla mia pensione di maggio, alla reversibilità di mio marito di giugno e alla mia pensione di giugno, somme che per legge avrebbe dovuto farmi prelevare, si è rifiutata di darmi i soldi».(d.p.)

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