Pepe: «Nessun aiuto della Regione all’Asp 1»

6 Gennaio 2022

Il consigliere Pd: respinto mio emendamento per dare 800mila euro ai lavoratori delle case di riposo

TERAMO. «La scarsa attenzione che il governo regionale sta riservando alle Aziende pubbliche dei servizi alla persona (Asp) è l’emblema di una giunta ferma e distante dalle esigenze reali dei cittadini abruzzesi». Così comincia una nota del vice capogruppo del Pd in Regione Abruzzo, Dino Pepe, secondo il quale, «in particolar modo sulla Asp1 di Teramo, il presidente Marsilio, come l’intera maggioranza di centrodestra, non stanno certamente brillando per iniziativa e soprattutto per concretezza. In questo contesto precario e confuso, più volte denunciato, anche dai sindacati, circa la situazione debitoria dell’ente, la giunta Marsilio», incalza ancora Pepe, «non va oltre sterili rassicurazioni: esempio significativo è la vicenda del fondo di sette milioni di euro ormai annunciati da tanto ma, ad oggi, rimasti un proclama mai arrivato nelle casse delle aziende pubbliche dei servizi alla persona abruzzesi».
Pepe continua: «Con l’intento di concedere un sostegno economico alle lavoratrici e ai lavoratori delle case di riposo impiegati nelle attività di contrasto alla emergenza epidemiologica, determinata dal diffondersi del coronavirus, ho presentato uno specifico emendamento alla legge di stabilità, con una importante dotazione finanziaria (800.000 euro). La maggioranza, nell’ultima seduta del consiglio regionale, ha ritenuto di non approvare questo mio emendamento ma, durante la discussione, è stato trasformato nei fatti in una mozione al consiglio da parte del presidente Sospiri, il quale ha preso un impegno formale a una sua prossima approvazione». Pepe conclude: «Come ho avuto modo di fare con il sussidio concesso ai lavoratori delle scuole (mense, pulizie, assistenza), solleciterò giunta e maggioranza e avanzerò nuovamente, già alla prima seduta utile, questa proposta che, voglio sottolineare ancora, ha come obiettivo quello di concedere un contributo una tantum come indennizzo per lo straordinario impegno e la dedizione con cui questi lavoratori hanno affrontato l’emergenza Covid. Indennizzo che giustamente è stato già concesso ai sanitari».