Pepe: «Ospedale, risorse bloccate da anni»

Il consigliere regionale del Pd: «Il piano di riorganizzazione della rete sanitaria umilia la struttura»
GIULIANOVA. «Il presidio ospedaliero di Giulianova, oggi declassato dalla giunta Marsilio, merita attenzione e rispetto». Esordisce così il consigliere regionale e vice capogruppo del Pd Dino Pepe che, nell’ambito della conferenza stampa tenutasi ieri mattina nella sede locale del partito, ha accusato il centrodestra in Regione di aver «umiliato l’ospedale di Giulianova, con ingenti risorse a disposizione congelate da anni e con prestazioni sanitarie in diminuzione nel periodo 2018-2022». Il riferimento, in particolare, è ai 40 milioni di euro che erano stati previsti per l’edilizia sanitaria, ma che, secondo il consigliere Dem, sarebbero stati dirottati altrove, oltre alla mancata promessa elettorale del 2019, su cui si era impegnata anche l’attuale amministrazione, ovvero quella di trasformazione in ospedale di primo livello il presidio giuliese, e infine le liste di attesa interminabili, che impediscono, in certi casi, ai pazienti di prenotare una visita specialistica. Durante la conferenza, alla quale hanno partecipato tra gli altri, anche l’ex deputato ed ex sindaco Franco Gerardini, di recente tesserato nel Pd, il rappresentante del partito locale Valerio Rosci con il coordinatore Antonmario Gioculano e Giorgio D’Ignazio dirigente di Rigenerazione democratica.
Pepe parla anche di un emendamento presentato a sua firma in Regione, volto a tutelare il presidio ospedaliero giuliese, con l’obiettivo di elevarlo a dipartimento di emergenza urgenza e accettazione (Dea) di primo livello, che è stato però bocciato. «È mancato il coraggio», sottolinea l’esponente del Pd, «di una scelta nel testo approvato in giunta: evidentemente per la maggioranza Marsilio esistono territori e popolazioni di serie A e altri di serie B. Chiediamo dunque al governatore e alla sua squadra», conclude Pepe, «un’immediata correzione e impegni concreti per l’ospedale di Giulianova, a partire dal futuro della Terapia intensiva cardiologica, oggi messa seriamente a rischio dalla programmazione futura». Infine si è fatto riferimento anche del ridimensionamento della residenza sanitaria per malati di Alzheimer situata al bivio Bellocchio, che prevede una riduzione di posti letto da 80 a 40. (s.g.)

