Pepe (Pd): «L’ospedale di Atri beffato dopo la pandemia»

10 Dicembre 2023

ATRI. «Nessun investimento in risorse umane e macchinari ma declassamenti e tagli». Con queste parole ieri il consigliere regionale del Pd Dino Pepe ha voluto illustrare lo stato della sanità...

ATRI. «Nessun investimento in risorse umane e macchinari ma declassamenti e tagli». Con queste parole ieri il consigliere regionale del Pd Dino Pepe ha voluto illustrare lo stato della sanità abruzzese e nello specifico quella che vive l’ospedale San Liberatore di Atri. Ieri in piazza Duomo, davanti a diversi sostenitori locali, Pepe ha detto: «La vicenda dell’ospedale atriano e le decisioni assunte dal centrodestra regionale, contenute nella nuova Rete ospedaliera, sono eclatanti. Il nosocomio della città ducale prima dell’emergenza Covid era il sesto ospedale abruzzese per numero di prestazioni. Durante la pandemia la struttura di Atri fu convertita in ospedale Covid chiudendo tutti i reparti, chiedendo al personale medico e infermieristico un’assunzione di responsabilità e un sacrificio che non è stato chiesto a nessun altro ospedale. La promessa del presidente della Regione Marsilio è sempre stata quella, finita la pandemia, di restituire ad Atri tutti i reparti e di potenziare la struttura. Così non è stato. Pediatria e cardiologia hanno già subito la trasformazione in mere attività ambulatoriali e il reparto di oculistica, fiore all'occhiello dell’intera regione, nella rete ospedaliera viene declassato da Uosd (Unità operativa semplice dipartimentale) a semplice servizio ambulatoriale. Per il reparto di oculistica, è bene ribadire, parliamo di cifre che si aggirano sopra le 10mila prestazioni l'anno», conclude Pepe, che ha accusato di «silenzio complice» i consiglieri regionali del centrodestra eletti in provincia di Teramo.
Domenico Forcella