Pepe: «Schiaffo ai sindaci costieri»

La Regione nega aiuti per la pulizia delle spiagge dopo le mareggiate primaverili
TERAMO. «La Regione dice no a un milione e mezzo per artigiani e sindaci, ma restano i 14 milioni al Napoli calcio». Così il consigliere regionale del Pd Dino Pepe commenta il consiglio regionale di martedì, che ha visto al centro dei lavori l'assestamento di bilancio. «Al documento presentato», spiega Pepe, «ho proposto due emendamenti che permettessero di impegnare risorse su due questioni già dibattute in consiglio: il rifinanziamento con un milione del progetto “Bottega Scuola” a favore dell'artigianato abruzzese e il sostegno economico per 500mila euro ai 19 Comuni costieri alle prese con lo smaltimento dello spiaggiato nei mesi di maggio e giugno scorsi, conseguenza delle inconsuete mareggiate verificatesi. In precedenza le due questioni erano state oggetto rispettivamente di una mia interpellanza e una risoluzione che avevano incontrato il favore del consiglio regionale con l’assunzione di impegni per entrambe le tematiche. La maggioranza regionale ha però respinto i miei due emendamenti, privilegiando altri temi e ignorando gli impegni assunti in precedenza».
Pepe spiega che «su “Bottega Scuola” l’interpellanza aveva già permesso un’ampia discussione e la condivisione dello strumento con l’assessore regionale di riferimento, considerata la profonda crisi del settore evidenziata dai numeri che, impietosi, ci dicono che la nostra regione è la più colpita dal crollo delle attività artigianali. L’Abruzzo, infatti, è la prima tra le regioni italiane per perdite di titolari, soci e collaboratori di aziende artigiane e la provincia di Teramo la terza nel Paese, come rivelato dai dati Inps. Anche la mia risoluzione a favore dei Comuni costieri, che dava voce e raccoglieva diversi appelli, era stata approvata all’unanimità da parte dei Consiglieri regionali». L’esponente Dem parla dunque di «scelta politica non condivisibile della quale il centrodestra dovrà rispondere spiegando ad artigiani e sindaci che le loro richieste, evidentemente, non rappresentano delle priorità». (red.te)

