«Per essere premiati non basta essere sottoposti a rischio»

4 Novembre 2020

TERAMO. «Governo e Regioni si dicono favorevoli a riconoscere a quanti hanno messo a rischio la propria salute e quella dei propri cari durante l’emergenza Covid della primavera scorsa un “premio” in...

TERAMO. «Governo e Regioni si dicono favorevoli a riconoscere a quanti hanno messo a rischio la propria salute e quella dei propri cari durante l’emergenza Covid della primavera scorsa un “premio” in denaro, ma in Abruzzo questa premialità non è per tutti i sanitari e non è per i lavoratori e le lavoratrici degli appalti cui è affidata la pulizia e la sanificazione degli ospedali e il servizio di mensa». Lo denuncia la Fpi Cgil in una nota a firma del segretario Pancrazio Cordone. «In Abruzzo s’inserisce una valutazione di quanto si è stati bravi in quei giorni, come se la sola esposizione al rischio con la presenza in servizio non fosse condizione sufficiente per essere premiati», prosegue il sindacalista, «e si è rimandato alle Asl l’individuazione dei reparti che hanno fronteggiato il Covid. Scopriamo così che il tecnico, l’infermiere, l’operatore di radioterapia, oncologia, pediatria, dialisi e altri reparti non saranno premiati. Il tutto messo nero su bianco in un accordo che la Fp Cgil ha contestato, provato a migliorare e che non è stato sottoscritto». (a.d.f.)