Per il nuovo ospedale spunta contrada Casalena

12 Luglio 2017

Inserita tra le aree candidate ad accogliere la nuova struttura sanitaria Il testo con le indicazioni alla Asl varato quasi all’unanimità: no solo da Cardelli

TERAMO. C’è anche contrada Casalena tra le aree candidate ad accogliere il nuovo ospedale. Nel documento, approvato ieri in consiglio comunale per ribadire che la struttura sanitaria dovrà essere realizzata sul territorio del capoluogo, l’area su cui già sono operativi servizi della Asl è stata inserita nel novero delle possibili collocazioni dell’opera. L’aggiunta all’elenco degli altri tre siti ritenuti idonei si deve a un emendamento proposto da Vincenzo Falasca secondo cui lo spazio di contrada Casalena sarebbe adatto allo scopo indicato perché già utilizzato per attività riguardanti la sanità pubblica e dotato almeno in parte delle infrastrutture urbanistiche necessarie.
Il sindaco Maurizio Brucchi ha specificato che quell’area era stata inizialmente esclusa dal lotto delle potenziali collocazioni in quanto avrebbe problemi di viabilità, ma ha comunque avallato la proposta d’inserirla nel documento varato dal consiglio. Oltre a Casalena, gli altri siti segnalati restano quello a ridosso della facoltà di Veterinaria a Piano d’Accio, quello nei pressi dello svincolo della Teramo-mare per il centro commerciale e quello di Sant’Atto a ridosso dell’ex Iperbarico. E’ stato escluso, com’era prevedibile, il terreno che costeggia la superstrada tra il distributore di benzina e l’uscita di Teramo Est perché a rischio esondazione per la contiguità con l’alveo del Tordino. Il dibattito in aula ha interessato anche gli aspetti economici. Angelo Puglia, capogruppo di “Al centro per Teramo” ha chiesto spiegazioni sul reperimento dei 220 milioni di euro necessari per la costruzione del nuovo ospedale. Brucchi ha chiarito che la somma deriverà dai fondi pubblici per l’edilizia sanitaria, dalle economie derivanti dalla dismissione del “Mazzini” e dai servizi che la Asl affiderà in convenzione. Il documento finale sottoposto al voto dell’aula ha comunque subìto altre modifiche oltre a quella proposta da Falasca. Su iniziativa del capogruppo di “Insieme possiamo” Gianguido D’Alberto sono stati inseriti i riferimenti al fatto che l’ospedale dovrà essere di secondo livello, e alla valutazione non campanilistica della sua collocazione nel territorio comunale, ma basata sulla posizione baricentrica del capoluogo e sulla sua tradizione in campo sanitario. Un ulteriore emendamento proposto dal consigliere ex Pd ha riguardato la sorte del “Mazzini” che dovrà restare a uso pubblico. Il testo è stato approvato quasi all’unanimità. L’unico voto contrario è arrivato da Paola Cardelli, secondo cui la costruzione del nuovo ospedale nasconde intenti speculatori. Per Brucchi la consigliera si è comportata come Virginia Raggi che ha «rifiutato le Olimpiadi, distruggendo Roma». (g.d.m.)
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