Per l’arretramento della stazione bisogna trovare 600mila euro

8 Maggio 2019

Il sindaco: «La somma potrebbe essere stata spesa per altri scopi dalla precedente amministrazione» L’intervento nel vecchio stadio verrà rivisto: niente scuola né bike hotel, solo verde e un’arena

TERAMO. Per gli interventi di riqualificazione urbana inseriti nel Bando per le periferie ci sono speranze ma anche nuovi nodi da sciogliere. Le prospettive di far tornare in corsa i progetti congelati dal governo nei mesi scorsi sono emerse dall’incontro del sindaco a Palazzo Chigi con il consigliere giuridico della presidenza del consiglio dei ministri, ma nel frattempo la ricognizione avviata dall’amministrazione sulle procedure per attuare gli interventi previsti ha fatto emergere ulteriori incertezze.
Queste riguardano in particolare la disponibilità dei fondi che il Comune deve stanziare come quota di compartecipazione economica all’arretramento della stazione ferroviaria. Il progetto, oltre a una parte dei quasi 17 milioni che il governo assegnerebbe tramite il Bando per le periferie, richiede il sostegno economico da parte della società di gestione delle ferrovie, che stanzierebbe circa 4 milioni, e un apporto di 600mila euro garantito dall’amministrazione cittadina. La somma, stando alla pianificazione messa a punto negli anni scorsi, sarebbe derivata dal pagamento degli oneri di urbanizzazione per l’allestimento della nuova sede della catena Globo. C’è però il sospetto che quei soldi siano stati destinati ad altri scopi dalla precedente amministrazione. «Abbiamo avviato una verifica», spiega il sindaco Gianguido D’Alberto, «per accertare se sono ancora utilizzabili». In caso contrario il Comune si ritroverebbe con il problema di dover trovare 600mila euro, tra le pieghe di un bilancio sempre risicato, per rispettare l’impegno economico. Si tratterebbe, insomma, di un ulteriore ostacolo nella già tormentata procedura di attuazione dei progetti inseriti nel bando.
I fondi inizialmente bloccati sono stati ripristinati dal governo, ma a condizioni che D’Alberto definisce «molto limitate». I tempi di progettazione delle opere sono stati fissati in 120 giorni e i Comuni dovrebbero comunque anticipare le spese. Nel colloquio con il consigliere della presidenza del consiglio il primo cittadino ha sollecitato una proroga della scadenza. «Almeno per i Comuni dell’area del cratere sismico, che hanno il carico della ricostruzione», fa sapere D’Alberto, «serve una valutazione diversificata con più tempo per gli adempimenti». Su questo aspetto ci sarebbe disponibilità ad accogliere l’istanza presentata dal sindaco, ma resta il problema delle spese. «È una condizione insostenibile», rileva il primo cittadino, «l’anticipazione di cassa è stata da poco ridotta e comunque ora paghiamo un interesse del quattro per cento». L’alternativa sarebbe il supporto finanziario da parte di Cassa depositi e prestiti, ma anche questa soluzione va soppesata. D’Alberto ha anche prospettato la revisione degli interventi programmati. Il vecchio stadio sarà trasformato in area verde con una piazza e un’arena per spettacoli tenendo in piedi la curva est, ma in quello spazio non sarà realizzato il bike hotel né verrà costruita la scuola media di cui si era parlato in passato. «Non esiste alcuna traccia di questa opera», chiarisce il primo cittadino. L’Ater partecipa al bando con la riqualificazione delle “case basse” in via Piave, mentre alla mobilità urbana fanno riferimento l’allestimento di piste ciclabili e i circa 150mila euro spendibili per il piano traffico.
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