Per l’opera salva-spiaggia non c’è ancora il bando

8 Settembre 2021

Necessaria una nuova gara per i lavori da due milioni saltati prima dell’estate Pepe: «La Regione li aveva promessi per settembre, città di nuovo presa in giro»

ALBA ADRIATICA. «Data la stagione ormai avviata, l’intervento inizierà solo dopo la stagione estiva»: così il 21 giugno scorso il sottosegretario regionale Umberto D’Annuntiis sanciva ufficialmente il rinvio definitivo della grande e attesa opera anti-erosione per la zona nord di Alba Adriatica, la spiaggia di alimentazione da due milioni di euro. Ma manca ancora il bando di gara. Nei giorni scorsi si è scoperto infatti che la precedente gara d’appalto non è andata a buon fine per la carenza di documentazione presentata dalle tre ditte candidate. Il consigliere regionale di opposizione Dino Pepe, vicecapogruppo del Partito democratico, torna quindi ad attaccare la Regione e D’Annuntiis.
«Si tratta di un progetto che prevedeva un ripascimento e i cosiddetti “pennelli”, strumenti che, fra l’altro, gli attuali esponenti della maggioranza avevano sempre criticato, considerandoli inutili e dannosi, ma di cui, ad oggi, non si vede alcuna traccia. L’opera, stando alle promesse fatte, doveva essere addirittura completata entro l’inizio della stagione estiva, ad oggi però tutto è fermo, anzi la situazione è peggiorata», , spiega Pepe, continuando: «Inquietante è la discordanza delle date, dove si evince in maniera chiara che il sottosegretario D’Annuntiis a giugno ancora prometteva l’avvio dei lavori, con il rinvio di tutte le altre opere di ripascimento previste, quando la gara era già saltata. Non facendosi bastare però la “presa in giro” nei confronti dei cittadini albensi e degli operatori, il sottosegretario ha anche dichiarato che questi interventi sarebbero iniziati al massimo a settembre, quando a oggi il nuovo bando di gara deve essere ancora pubblicato. I cittadini sono stanchi, gli operatori sono stanchi, la città di Alba Adriatica è stanca».
Poi Pepe, dopo aver ricordato il milione di euro previsto per il sostegno agi operatori danneggiati e mai stanziato dalla Regione, parla delle opere anti-erosione previste nelle altre località abruzzesi colpite dal fenomeno: «Purtroppo non va meglio ad altri comuni della costa, anch’essi beffati dalle promesse di una giunta ormai al capolinea, che nulla muove per affrontare il problema, ma come un “disco rotto” continua a dichiarare a che ci sono 7 milioni di euro a disposizione per la difesa della costa. Ma oltre 3,5 milioni di euro sono fondi nazionali con un’immediata possibilità di impiego, mentre i restanti 3,5 sono a carico del bilancio regionale, ma programmati su più annualità. Al momento, a tre estati dal suo insediamento, l’unica traccia dell’operato del presidente Marco Marsilio a favore della costa abruzzese è data dall’approvazione del Piano di Difesa della Costa che, è utile ricordare, è frutto per la gran parte del lavoro e della programmazione della passata giunta di centrosinistra».
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