Per mesi perseguita la ex compagna Condannato a due anni e sei mesi

Quarantenne teramano accusato di averla pedinata, minacciata e tempestata di messaggi Non si è rassegnato alla fine della relazione sentimentale, ha avuto anche il divieto di avvicinarla
TERAMO. Messaggi di insulti e minacce sui social, pedinamenti e svariate telefonate nel cuore della notte: la dinamica dell'ennesima storia di stalking è drammaticamente la stessa. Un lui che non si rassegna alla fine della relazione, una lei che precipita nell’inferno. Per ora c’è una sentenza di primo grado a scandire un epilogo processuale con un quarantenne teramano condannato a due anni e sei mesi dal giudice monocratico Lorenzo Prudenzano al termine di una lunga istruttoria dibattimentale che ha visto l’audizione di numerosi testimoni sia della Pubblica accusa sia della difesa.
Secondo la ricostruzione fatta dalla Procura la donna per mesi sarebbe stata perseguitata dall’uomo che non si sarebbe mai rassegnato alla fine della storia sentimentale. La vicenda inizia nel 2018 quando la relazione finisce e, racconta la donna, «a causa del carattere aggressivo e violento dell’uomo e della sua soffocante gelosia». Ma per lei, una 38enne teramana, è l’inizio di un incubo. Lui non si rassegna e comincia a inviarle centinaia di sms, a farle decine di telefonate. Sono insulti, offese e poi minacce. Nel corso di alcuni incontri cerca anche di aggredirla. Ma non basta.
Lei lo trova ad aspettarla davanti alla sua abitazione, nei ristoranti in cui va a mangiare con gli amici, nel posto in cui ogni giorno si reca per lavoro, Una volta la segue fino al parcheggio e, denuncia lei, cerca anche di fermarla perché vuole riprendere la relazione. Una volta l’aspetta davanti alla sua abitazione e qui, non riuscendo ad avvicinarla, urla e la minaccia. Ma non finisce. Nonostante la denuncia, infatti, lui non si ferma. Continuano, infatti, telefonate e sms con insulti e minacce. Più volte al giorno e sempre con la stessa richiesta diventata ossessione:« torniamo insieme». Scatta la denuncia e la donna si rivolge alle forze dell’ordine per raccontare e chiedere aiuto. Iniziano le indagini, scattano i primi accertamenti e arriva la prima informativa in Procura e poco dopo anche il provvedimento del giudice che dispone il divieto di avvicinamento dell’uomo alla donna che deve stare lontano almeno 500 metri dalla ex. L’incubo per la donna finisce. Almeno quello delle telefonate, degli sms, degli insulti sui social, dei pedinamenti.
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