«Per ricostruire le case Ater ci vuole il modello Genova»
TERAMO. La ricostruzione delle case Ater deve essere una priorità all'interno della ricostruzione pubblica. Un mantra che il sindaco di Teramo e presidente Anci Abruzzo Gianguido D'Alberto ha...
TERAMO. La ricostruzione delle case Ater deve essere una priorità all'interno della ricostruzione pubblica. Un mantra che il sindaco di Teramo e presidente Anci Abruzzo Gianguido D'Alberto ha ripetuto più volte e che lo ha portato a chiedere che a questo segmento di ricostruzione si applichi il cosiddetto “modello Genova”, che permetterebbe di velocizzare gli interventi. Una richiesta che ha preso forma ieri mattina nel corso dei lavori del tavolo operativo permanente per la ricostruzione di cui fanno parte Comune, ordini professionali, categorie produttive, struttura commissariale, Genio civile, Ater, ufficio speciale per la ricostruzione.
D'Alberto ha evidenziato la necessità di applicare l'ordinanza attuativa del decreto Semplificazione che disciplina i poteri del commissario, in modo da conferire a quest'ultimo poteri speciali per la gestione del patrimonio Ater di Teramo e delle città in cui esistono alloggi di edilizia popolare inagibili, cioè poteri derogatori. «È l’unica strada per imprimere una definitiva accelerazione a tutte le procedure», ha sottolineato il primo cittadino, che si è poi confrontato con gli altri attori sull'ordinanza 100, che di fatto ha introdotto una la rivoluzione nella gestione delle pratiche private, sulla 107, che dà la possibilità ai tecnici che avevano già presentato il progetto di passare all'iter semplificato previsto dall'ordinanza 100, e sulla 108 che dà la possibilità di utilizzare insieme al contributo per la ricostruzione anche il Super sisma bonus per le parti in accollo.
«A noi tocca creare le condizioni perché i professionisti ora coinvolti lavorino al meglio», ha aggiunto D’Alberto, «stimolando e favorendo l’applicazione del corpo normativo che semplifica ogni operazione. Così facendo, e cioè mettendo a sistema ogni segmento che costituisce l’anima della ricostruzione, potremmo addirittura diventare il cantiere Ater più importante del cratere sismico».
Nel corso della riunione gli Ordini hanno espresso perplessità sulla scadenza al 30 novembre della presentazione dei progetti per i danni lievi. Ad oggi, infatti, non sarebbe stato presentato nemmeno il 30 per cento dei progetti attesi. (a.m.)
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