«Per salvare il mio Matteo sarebbe bastato un semaforo»

La mamma del giovane boscaiolo morto nella galleria di Piaganini: «Solo dopo la tragedia il tunnel è stato aggiustato». Uno dei tre indagati chiede l’abbreviato e l’udienza slitta a settembre
TERAMO. Gli occhi di mamma Anna dicono più di tante parole. «Io ci passo tutti i giorni e ora finalmente quella galleria l’hanno aggiustata. Per salvare Matteo bastava un semaforo per segnalare il pericolo, ma nessuno ci ha pensato». Perchè Anna Rossi su quella strada ha perso il figlio Matteo, 34 anni, deceduto in sella alla sua moto nella galleria di Piaganini, sulla statale 80. Oggi, ad un anno e mezzo da quell’incidente, aspetta ancora di sapere perchè il suo Matteo non c’è più. «Speriamo solo che la giustizia arrivi presto», dice fuori dall’aula.
Per quella morte sono indagati in tre: il conducente dell'autobus contro il quale si schiantò il giovane che era alla guida della sua moto e due dirigenti dell'Anas, tutti accusati di omicidio colposo (assistiti dagli avvocati Guglielmo Marconi, Cataldo Mariano e Tommaso Navarra). Nell’udienza di ieri uno di loro ha chiesto il rito abbreviato e per questo il gup Domenico Canosa ha fissato a settembre la nuova udienza preliminare per decidere sull’ammissione al rito alternativo e sulla richiesta di rinvio a giudizio per gli altri due coinvolti nell’inchiesta.I familiari del ragazzo, assistiti dagli avvocati Giuseppe Gliatta e Gianluca Sabatini, si sono già costituiti parte civile chiedendo la citazione, come responsabili civili, dell'Anas e dell'assicurazione dell'autobus.
Matteo Ceci e un amico, figlio di alcuni parenti, nel pomeriggio dell’8 agosto del 2014 , stavano tornando a casa in sella alla moto Aprilia 125 condotta dal giovane che faceva boscaiolo. Erano da poco passate le 17.30 e i due erano appena entrati nel tunnel lasciandosi alle spalle un violento acquazzone. Tutto successe in un attimo: Matteo perse il controllo del mezzo, molto probabilmente a causa dell'asfalto bagnato dalle infiltrazioni d'acqua, e venne sbalzato dalla moto finendo contro un autobus turistico che trasportava un gruppo di scout e che proveniva in senso opposto.
L'impatto fu violentissimo e nonostante il giovane indossasse il casco per lui non ci fu nulla da fare. Anche il passeggero venne sbalzato a terra e finì contro l'autobus rimanendo gravemente ferito (anche lui si è costituito parte civile).
Nel ricostruire la dinamica dell’incidente i carabinieri delegati dalla procura partirono proprio dall'asfalto bagnato dalle tante infiltrazioni d'acqua nella galleria di Piaganini. «Che ora», dice mamma Anna, «è stata finalmente aggiustata. Ma a Matteo non serve più».(d.p.)
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